Non contento, adesso ci riprova. E gli effetti sono ancora una volta devastanti per la stupidità delle affermazioni che a sei giorni dalla consultazione sul referendum costituzionale rischiano di sollevare un inutile allarmismo di cui francamente se ne poteva fare a meno visti anche i toni presi dalla campagna elettorale.
Tweet choc del senatore Bartolomeo Pepe, ex Movimento Cinque Stelle e adesso confluito nel gruppo Grandi Autonomie e Libertà, che non ha trovato meglio da fare di lanciare un “allarme bomba” tanto sciocco quanto surreale allertando i cittadini su un eventuale possibile attentato in prossimità del voto del 4 dicembre. Scrive testualmente: “#Referendum e #Bombette. State lontani dalle camionette! Che la settimana prima di un #referendum importante in cui il governo va sotto di 6 punti - secondo i sondaggi ufficiali - può accadere che il destino delle genti italiche possa essere indirizzato da una #bomba o una #bombetta".
Parole assurde, immotivate e scriteriate che rischiano di gettare ancora maggiore benzina sul fuoco di una consultazione che, per i toni usati, secondo molti osservatori potrebbe avere come risultato finale anche quello di spaccare nettamente in due il Paese. Ma Pepe non è nuovo a balordaggini del genere: aveva già ampiamente dato in occasione dell’uccisione della deputata laburista anti-brexit Jo Cox, morta in seguito all’aggressione subita a Bristall, nei pressi di Leeds, mentre stava per iniziare un incontro elettorale. La donna venne raggiunta da tre colpi di pistola e successivamente accoltellata più volte fuori dalla biblioteca della piccola cittadina da Thomas Mair in seguito identificato come nazionalista. In quella tristissima e tragica circostanza Pepe non fu da meno twittando “#JoKox, colpirne uno per educarne cento” e attirandosi l’indignazione di tutti. Come sta già accadendo ora, come spesso capita quando forse il cervello non è molto in sintonia con le dita e una tastiera

