Referendum costituzionale: ultimo giorno per i sondaggi, vincerebbe il “No”

Intanto Stefano Parisi a Milano lancia “Energie per l’Italia”: “Non sarà l’ennesimo partito"

pubblicato il 18/11/2016 in Politica da Luciano Mazziotta
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Luciano Mazziotta
Stefano Parisi

Se si andasse alle urne  domattina probabilmente il fronte del “No” sarebbe il favorito per la vittoria finale anche se poi una parte importante finirebbe per recitarla l’esercito degli indecisi verso il quale è scattata la caccia al voto da parte di entrambi gli schieramenti. E’ questo il dato più eclatante dell’ultimo giorno utile per la diffusione dei sondaggi prima delle due settimane di blackout durante le quali non sarà possibile pubblicare alcuna rilevazione.

E i risultati per molti istituti di ricerca darebbero per certa l’affermazione dei contrari al referendum costituzionale del 4 dicembre con forbici che variano fra i sei e gli otto punti di percentuale, fermo comunque restando il grosso punto interrogativi di chi ancora non ha deciso come schierarsi. Intanto però a livello politico continuano i fermenti in vista della consultazione referendaria e lo schieramento più attivo in questo senso è ancora quello del “No”: in particolare Stefano Parisi che dopo essere stato archiviato in maniera brusca da Silvio Berlusconi oggi a Milano ha annunciato la nascita di “Energie per l’Italia”, un nuovo schieramento che nelle intenzioni dell’ex city-manager di Palazzo Marino dovrà essere “un contributo importante per il centrodestra”, alternativo a Renzi e alla sinistra, nella convinzione che ci sia bisogno “di un grande rinnovamento della politica”. Rinnovamento però che dovrà passare anche dentro il centrodestra con un altrettanto grande lavoro da fare nei prossimi mesi.

Segno che le affermazioni del leader della Lega Matteo Salvini prima e le interviste rilasciate successivamente dal Cavaliere ancora Parisi non le ha molto digerite e forse a questo punto non servirà nemmeno prendere il classico “alka-seltzer” perché il divorzio in un certo senso è già stato consumato. Parisi comunque ha cercato di mettere le mani avanti dicendo di non sentirsi tradito politicamente: “No – ha spiegato con una punto di sottile ironia - perché non eravamo fidanzati. E non sono stato licenziato, perché non sono mai stato assunto. Con lui ho avuto un rapporto libero, gli ho proposto un progetto di rinnovamento che all’inizio gli era piaciuto. Sono convinto che questo progetto di rinnovamento sia importante: così com'è ora Forza Italia non va avanti”.

E per chiarire meglio il concetto ha aggiunto subito dopo: “Dobbiamo dare una scossa per tutti, altro che leadership. Mi sono assunto la responsabilità non perché voglio prendere il posto di qualcuno ma per dire agli italiani come stanno le cose”. L’ex candidato sindaco di Milano assicura però che “Energie per l’Italia” non sarà l’ennesimo partito: “Non c'è la necessità e non lo vogliamo. Il nostro obiettivo è più ambizioso, come ho detto anche ai vertici di Forza Italia. Siamo all’interno del centrodestra, ma non siamo un partito né la sommatoria delle diaspore”, ha aggiunto auspicando ancora un “rinnovamento della politica che deve coinvolgere tutti, anche chi dentro FI ne sente la necessità” ma ribadendo anche che “le posizioni sarebbero in conciliabili” se dovesse rimanere un centrodestra lepenista e uno moderato.

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