Renzi: “Se vince il No niente governo tecnico”

Intervistato da Rtl 102.5, il Premier rilancia il confronto con Silvio Berlusconi e Beppe Grillo oppure con Casaleggio jr

pubblicato il 17/11/2016 in Politica da Luciano Mazziotta
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Luciano Mazziotta

Se vince il “No” non ci sarà un governo tecnico. Parola del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervistato da Rtl 102.5, che ha ribadito di non aver nessuna intenzione di “fare strani pasticci” se il referendum costituzionale del 4 dicembre venisse bocciato dagli elettori. “O si cambia – ha detto espressamente - o se vogliono galleggiare ne trovano altri, si resta con i soliti. Io non posso essere quello che si mette d’accordo con gli altri partiti per fare un governo di scopo o un governicchio. Il governo tecnico l’abbiamo avuto più volte e sono salite le tasse”.

Renzi ha sottolineato di non  essere disposto a sottostare ai giochini della vecchia politica, di non voler rimanere abbarbicato a una poltrona soltanto per il gusto di mantenerla perché ha aggiunto ancora “sto qui se posso cambiare le cose”. Ma ha anche ribadito la sua ferma convinzione in una vittoria del “Sì” e, dunque, non ci sarà da discutere la scelta tra governo di transizione, permanenza alla segreteria e elezioni politiche. In ogni caso se invece a prevalere fossero i “No” per il Presidente del Consiglio “non ci sarà l’invasione delle cavallette o l’Armageddon”.

Più semplicemente “non succede nulla, ci troviamo con i mega rimborsi regionali e uno dei Parlamenti più numerosi della storia”. Il Premier poi ha rinnovato la sfida a un confronto civile con Silvio Berlusconi e Beppe Grillo. “Possiamo farlo - ha continuato - in radio oppure in tv: il problema non è dove ma se accettano di farlo: mi piacerebbe un confronto civile, pacato. Grillo dice che vuole che mi confronti con uno più giovane: sono disposto a farlo con Casaleggio jr.”. Quanto all’Italicum per il capo del Governo è evidente che andrà fatta comunque una legge elettorale nuova all’indomani dei risultati della consultazione referendaria. “E questo – ha aggiunto – elimina anche il problema del combinato disposto”.

L’ultima battuta è per Silvio Berlusconi che proprio ieri in un’intervista ha definito Renzi l’unico leader in questo momento in politica. “Non so – ha concluso – perché l’abbia detto. Per me adesso è una spiegazione difficile da trovare. Il fatto è che ora c'è una riforma che anche i suoi elettori, molti di quelli che in passato hanno votato Forza Italia, non possono non votare e fanno fatica a motivare un “No” che è dettato da antipatia per il governo in carica. Anche Berlusconi è d'accordo con la riforma, ma poi ha tolto il sostegno dopo l'elezione di Mattarella”. 

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