Berlusconi scarica Parisi: “Nessun ruolo se ha contrasto con Salvini”

Proseguono le tensioni nel centrodestra mentre Brunetta invita all’unità. Ma la Lega ribadisce: “E’ venuto il momento di osare”

pubblicato il 15/11/2016 in Politica da Luciano Mazziotta
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Luciano Mazziotta
Stefano Parisi

“Se Stefano Parisi vuole partecipare a questo processo, a cui tutti noi stiamo lavorando da sempre, ben venga. Se invece preferisce un altro percorso che si unisce a chi in questo momento sta con i Renzi, gli Alfano, i Verdini e così via si accomodi pure”. Parole che non lasciano molte strade aperte alle interpretazioni quelle usate dal capogruppo forzista alla Camera Renato Brunetta per commentare l’intervista rilasciata a “Radio Anch’io” da Silvio Berlusconi nella quale il fondatore di Forza Italia ha dato il ben servito all’ex candidato sindaco di Milano poi sconfitto da Giuseppe Sala.

Ma nella giubilazione dell’ex city-manager di Palazzo Marino avrebbe pesato anche l’unità da ritrovare all’intero dello schieramento dopo che sabato scorso  il segretario della Lega Matteo Salvini da Firenze aveva lanciato con forza la sua candidatura a leader del centrodestra il 5 dicembre in caso di vittoria dei sostenitori del No al referendum costituzionale e dopo l’apparizione sul palco della manifestazione in piazza Santa Croce del presidente della Liguria Giovanni Toti che i più raccontano non abbia fatto felice Berlusconi al punto di chiamarlo ad Arcore per un chiarimento. “Parisi – aveva detto Berlusconi - sta cercando di avere un ruolo all'interno del centrodestra ma avendo questo contrasto con Salvini non credo possa averlo”.

Con tanti saluti e baci a questo punto per un coordinatore che forse non è mai esistito veramente, ma ribadendo in questo senso anche il suo ruolo di “padre” del centrodestra. “Berlusconi – spiega ancora Brunetta - è stato geniale nel 1994 a mettere insieme le destre con Forza Italia: pensiamo alla Lega, ad Alleanza Nazionale di Fini, e ha portato il centrodestra a essere centrodestra di governo. Adesso la sua missione è la stessa: mettere insieme tutte le destre italiane da Salvini a Meloni, a Fitto, a Quagliariello, a Rotondi, Forza Italia. Metterle insieme per una coalizione o meglio ancora per un soggetto politico unico vincente”. E poi aggiunge sottolineando ancora l’importanza dell’unità: “Abbiamo governato questo Paese 10 anni su 20, possiamo governarlo ancora per altri 10 anni a partire dalle prossime elezioni e dal referendum del 4 dicembre. Bisogna stare uniti perché uniti si vince: come in Lombardia, in Veneto, in Liguria, in tante altre città. Non ci possono essere personalismi e non ci devono essere rottamazioni: lasciamo questo primato a Renzi, si vede la fine sta facendo. Forza Italia è un grande movimento che si riconosce in Berlusconi”.

Le affermazioni di Brunetta e  dell’ex Cav. però non entusiasmano per nulla Salvini che è tornato a parlare di leadership: “E' il momento del coraggio, delle scelte, di osare. La scelta di Trump è stata una grande lezione di democrazia. Ma fino al 4 dicembre io sono impegnato nella campagna per il No. Non vedo l'ora che sia il cinque, quando saranno i cittadini a scegliere, non certo questo o quel capo di partito. Con gli amici di Alfano, Verdini e Cicchitto non si costruisce il futuro del Paese”. 

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