La Camera ha spento definitivamente il vecchio sistema di voto, dando il via libera a una riforma che cambia radicalmente le regole del gioco politico in Italia. Ribattezzata "Melonellum", la nuova legge manda in soffitta i vecchi collegi uninominali e scommette su un inedito proporzionale corretto da un super premio di maggioranza, con un obiettivo chiarissimo: evitare i classici "foto ritornelli" delle crisi di governo e garantire stabilità fin dalla notte degli scrutini.
Il motore del nuovo sistema è il premio di governabilità, un meccanismo che scatta solo a fronte di numeri solidi. Per incassarlo, una lista deve sfondare il muro del 42% dei voti validi a livello nazionale. Il jackpot politico non è una percentuale mobile, ma un pacchetto fisso di 105 parlamentari (70 deputati e 35 senatori) pronti a blindare l'esecutivo. Nessun rischio di "super-maggioranze" schiaccianti, però. La legge fissa un tetto massimo di 220 seggi alla Camera (55%) e 113 al Senato (56,5%), oltre il quale i seggi in più vengono distribuiti tra le opposizioni.
Sul fronte dell'ingresso in Parlamento, lo Stabilicum alza sbarramenti per evitare la frammentazione, ma lascia un paracadute per i piccoli partiti. Chi decide di correre in solitaria deve superare lo scoglio del 3%, mentre per le coalizioni l'asticella si alza al 10%. La vera novità per le alleanze è la clausola di salvaguardia. Un meccanismo di ripescaggio che mette in salvo la prima lista esclusa della coalizione, salvando di fatto i voti dei partner minori che non hanno raggiunto la soglia minima.
La novità che cambierà l'esperienza visiva degli elettori nella cabina elettorale è il ritorno delle preferenze scritte. Cancellati quasi ovunque i collegi uninominali del "chi prende un voto in più vince" (resistono solo Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige), i seggi confluiscono in macro-collegi plurinominali. Stop ai listini bloccati decisi dall'alto: i cittadini torneranno a scrivere i cognomi dei candidati sulla scheda, riallacciando il filo diretto tra territorio e rappresentanti.
A completare il pacchetto della riforma ci sono due novità. Da un lato, il nome del candidato Premier sarà stampato nero su bianco direttamente sulla scheda elettorale, per una scelta di campo immediata. Dall'altro, arriva finalmente una digitalizzazione e semplificazione strutturale per il voto dei fuori sede, oltre a una revisione profonda delle procedure di scrutinio per la circoscrizione Estero. Lo Stabilicum è servito. La parola passa ora ai partiti e alle prossime calcolatrici elettorali.

