Durante la Cerimonia del Ventaglio al Quirinale, Sergio Mattarella ha lanciato un duro monito alle forze politiche. Senza citarlo direttamente, il Capo dello Stato ha stroncato il dibattito del centrodestra sul caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato per l'omicidio di due rapinatori. Secondo Mattarella, modificare il codice penale o piegare le istituzioni pubbliche per assecondare l'onda emotiva di un singolo episodio di cronaca significa minare le fondamenta stesse della Repubblica.
Il passaggio centrale del discorso non lascia spazio a sfumature. Davanti alla stampa, il presidente ha ricordato che in una democrazia matura i comportamenti individuali devono conformarsi alle norme generali, e mai il contrario. Il Capo dello Stato ha scandito parole nette: "Se si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza, ma si decide l'abdicazione dello Stato". Si tratta di un fermo richiamo alla certezza del diritto, che non può diventare uno strumento elastico di propaganda per inseguire il consenso elettorale.
Le parole di Sergio Mattarella arrivano dopo settimane di forti pressioni politiche. Subito dopo la condanna definitiva della Cassazione a carico di Roggero, diversi esponenti della maggioranza di governo hanno difeso il gioielliere, invocando modifiche retroattive alla legittima difesa o un provvedimento di clemenza. L'intervento del Quirinale gela queste aspettative: la giustizia non può essere riscritta sull'impulso del sentimento popolare o della convenienza di partito.
Il discorso del Ventaglio è il secondo atto di una ferma presa di posizione istituzionale. Pochi giorni prima, il presidente aveva convocato al Colle il Guardasigilli Carlo Nordio per discutere del caso. In quell'occasione, Mattarella aveva già fissato i confini della Costituzione: la concessione della grazia è una prerogativa esclusiva del Capo dello Stato, che non può essere strumentalizzata dai partiti come sanatoria politica per scavalcare le sentenze della magistratura.
In conclusione, il presidente della Repubblica ha invitato la politica ad abbassare i toni e a ritrovare il senso della misura. Cosa sensata. La sicurezza dei cittadini si garantisce rafforzando l'efficacia delle leggi esistenti e l'autorevolezza delle istituzioni, non demolendo i principi di uguaglianza e generalità della norma giuridica. Lo Stato non può abdicare al suo ruolo di arbitro imparziale.

