Il commento di Matteo Salvini sull'arresto di un quattordicenne ha riacceso il dibattito sulla comunicazione politica in Italia. Il leader della Lega attribuisce l'operazione di polizia all'efficacia della nuova norma "anti-maranza". Una norma che prevede sanzioni penali per i minori che verranno trattati come degli adulti.
Tuttavia, l'analisi tecnica della vicenda smentisce questo legame e fa emergere due nodi centrali. Il provvedimento contro la criminalità minorile approvato dal Consiglio dei ministri il 23 luglio 2026 è un disegno di legge, non un decreto legge. Non ha quindi validità immediata. Il testo deve prima completare l'iter in Parlamento, dove sarà discusso, modificato e approvato da Camera e Senato prima di diventare legge. Al momento, nessuno può essere perseguito in base a questa norma.
L'esultanza del vicepremier è quindi superflua sul piano giuridico. In Italia, i minori che hanno compiuto 14 anni sono già imputabili in base all'articolo 98 del Codice Penale. Il ragazzo è stato infatti arrestato applicando le leggi ordinarie in vigore da decenni, poiché colto a commettere reati dopo il compimento del quattordicesimo anno d'età . Non si comprende, quindi, questa esultanza fuori luogo e contesto.
La vera novità del DDL non riguarda l'arresto dei quattordicenni, ma il processo penale minorile. Oggi la legge prevede che il giudice valuti e dimostri, caso per caso, se un minore tra i 14 e i 18 anni fosse capace di intendere e di volere al momento del reato. Il nuovo DDL propone invece di introdurre una presunzione relativa di capacità . Si darà per scontato che il ragazzo fosse consapevole delle proprie azioni.
Questo ribalta l'onere della prova sulla difesa, che dovrà dimostrare l'eventuale immaturità o vizio di mente del giovane. Si tratta di una significativa eccezione al principio generale del diritto penale, in cui la capacità è solitamente presunta o spetta all'accusa dimostrarne i presupposti. Per fare ciò, i legali difensivi dovranno produrre solide perizie psichiatriche e consulenze psicologiche, mirate a evidenziare un deficit nello sviluppo cognitivo o una patologia mentale esistente al momento del reato, proprio come si fa con un adulto processato.

