Partecipa a Notizie Nazionali

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

Lega, lo scontro Salati-Albertini: 'Dice che non esisto, ma la mia tessera la firma Salvini'

Condividi su:

Volano stracci (e tessere) attorno al divorzio politico di Romano Albertini. L’ex consigliere provinciale ed ex vicesindaco di Toano ha annunciato a metà luglio l'addio al Carroccio dopo oltre tre decenni di militanza per passare a Futuro Nazionale, la creatura politica di Roberto Vannacci. Un addio che ha scatenato un velenoso botta e risposta, trasformatosi in un vero e proprio autogol per i vertici locali del partito di Salvini.

La prima stoccata della Lega: "Mai stato dei nostri"

A far sparare la prima cartuccia era stato Roberto Salati, segretario provinciale della Lega reggiana. Nel tentare di ridimensionare la fuga verso il partito di Vannacci, Salati era uscito sul punto con un attacco frontale:

"Albertini non ha mai avuto alcun ruolo nella Lega Salvini Premier, né da dirigente né da militante. Solo nel 2019-2020 si era tesserato come semplice sostenitore, senza mai svolgere attività nel partito."

La replica da ko: prova schiacciante in mano

La risposta di Albertini non si è fatta attendere ed è arrivata come una doccia fredda, lasciando il segretario provinciale con un pugno di mosche e facendogli fare una figuraccia colossale. Documenti alla mano, Albertini ha gelato Salati esponendo la propria tessera:

Tessera ufficiale: Lega Nord, Socio Militante 2025.

Militanza certificata: "Militante dal 20 marzo 2015" (con primo tesseramento risalente al 1996).

Firma d'autore: Siglata da Igor Iezzi, commissario federale nominato da Matteo Salvini in persona.

"Ringrazio il segretario Salati: in un solo comunicato è riuscito a spiegare meglio di me perché me ne sono andato", ironizza Albertini. "Delle due l'una: o Salati non conosce i dati del tesseramento della sua provincia, oppure li conosce e mente. In entrambi i casi, il problema non sono io".

"Esistono due Leghe: una di plastica per prendere i voti"

Albertini ha poi smontato in anticipo la classica scappatoia burocratica (quella che distingue la storica Lega Nord dalla più recente Lega Salvini Premier):

"Prego, accomodatevi sulla via di fuga. Ma allora esistono due Leghe: una che tessera i militanti da via Bellerio, ma che diventa 'scomoda' e 'non conta' quando fa comodo; e un'altra di plastica, che conserva nome, camicia e voti della prima, ma rinnega i militanti e la parola data."

Un affondo durissimo che tocca il cuore dell'identità leghista: "Per liquidare me, Salati ha liquidato la storia del suo partito. Ha messo nero su bianco ciò che Salvini non ha mai avuto il coraggio di dire agli elettori: la Lega originale non esiste più, sopravvive solo come costume di scena".

Lo sguardo al futuro (con Vannacci)

Con la vecchia tessera ormai in tasca e il nuovo capitolo alle porte, Albertini chiude la partita lanciando la sfida per il territorio appenninico:

"In Futuro Nazionale vado a fare ciò che nella Lega è stato promesso per trent'anni e mai mantenuto: ascoltare i territori, difendere la montagna, garantire sicurezza e lavoro. Le fondamenta della vecchia casa le porto via con me. A Salvini e Salati auguro il meglio, ma sull'Appennino la memoria è lunga quanto l'inverno".

Condividi su:

Seguici su Facebook