Il governo ha nominato l’architetto Felice Squitieri a commissario per l'edilizia pubblica nell'ambito del Piano Casa del governo Meloni, una decisione che ha sollevato dure polemiche per via del compenso previsto di quasi 500mila euro a fronte di un mandato della durata di circa un anno e mezzo.
Felice Squitieri è un architetto e consulente tecnico già noto per ruoli nella pubblica amministrazione, individuato su indicazione esplicita del leader della Lega Matteo Salvini. L'incarico scadrà formalmente il 31 dicembre 2027. Lo stanziamento graverà sulle casse pubbliche per 181.800 euro lordi nel 2026, mentre per l'anno successivo la cifra restante si allineerà al tetto massimo previsto. La media equivale a oltre 27.000 euro lordi al mese. La struttura commissariale prevede anche la possibilità di nominare un sub commissario (con un compenso stimato sui 248.000 euro) e un team di esperti dedicati. La notizia è emersa in concomitanza con il voto di fiducia alla Camera dei Deputati per l'approvazione del decreto sul Piano Casa.
Le opposizioni hanno contestato il provvedimento. Esponenti politici come Angelo Bonelli (Avs) e rappresentanti del Partito Democratico hanno definito l'operazione un regalo ai fedelissimi di partito, sottolineando una deroga di fatto ai tetti retributivi standard della pubblica amministrazione. La critica si concentra sul contrasto tra lo stipendio del commissario e l'emergenza abitativa del Paese, caratterizzata da caro affitti e mutui insostenibili per studenti e famiglie. Oltre al fattore economico, l'opposizione contesta anche la capacità del commissario di agire in deroga ai piani regolatori comunali e ai vincoli urbanistici per accelerare i progetti edilizi.

