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Pd, si autosospende Uggetti

Il sindaco di Lodi è stato arrestato

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Un atto di responsabilità.

Che è la prova di quanto il suo agire in politica sia stato costantemente volto al bene della comunità.  Il primo atto di Simone Uggetti, da ex sindaco di Lodi, è stato infatti quello di autosospendersi dal suo partito, il Pd. Uggetti, delfino di Lorenzo Guerini, è stato arrestato martedì 3 maggio con l’accusa di  turbativa d’asta (è il reato di cui, seguiamo la definizione di Lettera 43, si rende colpevole chi interviene in una vendita all’incanto usando la propria influenza o il proprio potere di corruzione per favorire una determinata parte). Nella fattispecie, avrebbe pilotato un appalto per la costruzione di alcune piscine comunali,  in modo da venire incontro alla società Sporting Lodi, che in cambio gli garantiva appoggio elettorale.

Secondo Pietro Gabriele Roveda, avvocato difensore di Uggetti, l’ex primo cittadino lodigiano, che ieri ha già sostenuto il suo primo interrogatorio di garanzia davanti ai magistrati,  “ha sempre agito per l’equilibrio del bilancio comunale e nell’interesse pubblico”.

Intanto torna in pista Fanfani. E non è naturalmente il fantasma del grande statista Dc Amintore, ma il nipote, Giuseppe, già sindaco di Arezzo ed esponente del Pd. È lui a farsi promotore di una richiesta al Consiglio superiore della Magistratura, che potrebbe avere corso già nelle prossime ore, per l'apertura di una pratica tesa a verificare “la legittimità dei comportamenti ottenuti e dei provvedimenti adottati”.

In 40 anni e più dacché ho iniziato a svolgere l’attività di penalista – commenta Fanfani – non ho mai visto incarcerare qualcuno per un reato come la turbativa d’asta.” Dunque per lui si tratta di un “provvedimento ingiustificato ed eccessivo”.

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