Abruzzo. SEL al lavoro in Regione e nel Comune di Pescara per cambiare il piano demaniale

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 27/01/2016 in Politica da Doriana Roio
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Doriana Roio

SEL e' al lavoro in Regione e al Comune di Pescara per cambiare il piano demaniale:

 

Comune di Pescara

Sel ritiene che il nuovo Piano Demaniale Comunale di Pescara sia assolutamente inaccettabile.

Si esprime un giudizio fortemente negativo sulla proposta dell’Amministrazione comunale recentemente presentata dal Sindaco e Vicesindaco che prevede:

- un aumento delle superfici occupate e delle volumetrie del 30%;

- un aumento dell'occupazione del fronte mare;

- la possibilità di dare destinazione ricettiva trasformando balneatori in affittacamere;

- la permanenza delle strutture mobili tutto l'anno con la proliferazione incontrollata di barriere visive;

- l'eliminazione delle norme sulle recinzioni;

- la diminuzione della larghezza del corridoio tra gli stabilimenti;

- la deroga nuovamente a due anni per liberare la vista mare in corrispondenza delle piazze e delle grandi vie;

- la privatizzazione dello specchio acqueo antistante le concessioni.

Come il precedente Piano, anche questo non affronta la dimensione spaziale e formale del litorale cittadino, tradendo la sua natura di Piano Particolareggiato, tanto più necessaria quanto più la disorganica occupazione della linea di costa è proceduta in questi anni, occludendo la veduta ecompromettendo la stessa fruizione balneare della spiaggia secondo criteri di qualità. E' necessario, invece, partire dalla specificità dei luoghi per disegnare un percorso, anche progressivo, di riqualificazione del litorale, diminuendo e concentrando i volumi costruiti e contenendo le costruzioni temporanee (rigorosamente rimovibili), con esclusione, per esse, di attività stabili. E' inoltre necessario stabilire il percorso (fatto di concertazione ma anche di iniziativa pubblica e di obbligazioni) per individuare le spiagge libere nella misura di almeno il 20% in un periodo prefissato. Gli incrementi volumetrici e di superfici, ove del caso, potranno prevedersi come incentivo per accorpamenti volti a liberare fronte mare ed a favorire così un'offerta più efficiente di servizi. I passaggi dalla città al mare dovranno essere aumentati e non ridotti, come nella presente proposta; la stessa fascia libera per il transito lungo il bagnasciuga dovrà essere significativamente aumentata rispetto agli attuali 5 ml.

L'efficientamento energetico dei fabbricati, i temi del risparmio idrico, dello smaltimento dei rifiuti e del rinnovo in chiave di bioedilizia dei materiali usati dovranno essere oggetto di norme ben più stringenti delle attuali, sul modello di quanto già previsto nelle principali stazioni balneari, fino a costituire condizioni per il mantenimento della concessione.

 

REGIONE ABRUZZO

Per quanto riguarda il paventato obbligo di recepire la norma regionale che prevede, per la città di Pescara, l'aumento del 30% di occupazione dell'arenile, è stato ampiamente chiarito  (da parere di avvocato amministrativista e recentemente anche dalla dirigenza tecnica regionale) che il Comune, in virtù della propria potestà pianificatoria, non è obbligato a recepire le indicazioni regionali che innalzano il limite massimo di occupazione. Mentre è doveroso chiedere alla Regione di cancellare la norma che prevede che le attività aperte tutto l’anno e che hanno almeno 10 dipendenti possano arrivare a 500 mq raddoppiando così l’attuale limite massimo.

Questa norma per Pescara ha un impatto devastante … altro che caso De Cecco!

Avranno la possibilità di duplicare la superficie coperta (dagli attuali 250mq ai 500mq previsti) ben 61 stabilimenti balneari degli attuali 97 esistenti (63%) con ulteriori 15.250 mq di superficie strappate alla spiaggia e alla vista mare (ovvero una percentuale del 50% in più di quanto ad oggi realizzato).

Non si ravvisa alcuna ragione per ingrandire stabilimenti in modo abnorme e/o trasformarli in alberghi, soprattutto sul litorale di Pescara dove, negli ultimi anni, si è consentito il proliferare di manufatti (spesso illegittimamente anche con la pratica dello “sdoppiamento” delle concessioni) che hanno trasformato il nostro lungomare e compromesso l'accesso da parte dei cittadini e dei turisti alla spiaggia e alla vista del mare.

 

Conclusioni 

SEL si impegna fino in fondo sia a livello comunale per una profonda modifica del Piano Demaniale Comunale che non fa onere al Sindaco del consumo di suolo zero, sia a livello regionale per una radicale modifica di un Piano Demaniale Marittimo Regionale che davvero non fa onore alla Regione verde d’Europa.

Siamo fiduciosi che il piano possa essere modificato e notevolmente migliorato nella direzione della bellezza e della sostenibilità, la vera sfida innovativa per il futuro dello sviluppo turistico e ricreativo, se così non fosse daremo battaglia in aula con emendamenti e voto contrario e nelle strade affianco ai cittadini, ai movimenti e alle associazioni. 

 

Daniela Santroni Capogruppo SEL Pescara

Ivano Martelli Consigliere Comunale SEL Pescara

Mario Mazzocca Capogruppo SEL e Sottosegretario Regione Abruzzo

 

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