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FREDDO ci racconta il suo nuovo singolo dal titolo "Per colpa di"

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Arriva l’estate e FREDDO riesce a far galleggiare un brano magico direttamente in acqua, nel mezzo del Mare Mediterraneo. Esce, su tutte le piattaforme digitali, venerdì 24 maggio il suo nuovo singolo “Per Colpa Di”, con un sound in evoluzione che continua a combinare mondi elettronici e chitarre (come nel recedente album "Sinestetica") ma guadagna una matrice ritmica precisa, un codice sonoro che e’ una interpretazione pop di un certo afro-reggae anni 80. Con un groove “elettro-roots” il brano e’ immediato e naturale strizzando l’occhio ad Alpha Blondy e alle atmosfere latino/internazionali alla Manu Chao che aiutano a dare rimandi di terre lontane, e una base coerente al testo e alla tematica.

Ci ha concesso una bellissima e lunga intervista riguardo questo brano e le tematiche che lo accompagnano, la musica e come sta andando, la scena indipendente e molto altro. 

1. Leggiamo che “Per colpa di” è una lettera aperta a cui non hai troppa voglia di rispondere. Ci racconta qualcosa in più delle scomode tematiche che accompagnano questo brano?

La canzone parla del mare: il mare di ipocrisia di cui siamo circondati sui social media, il mare di bugie e di risposte non date dai politici su problemi sociali enormi, e il mare fatto d’acqua come elemento di fuga. Vedi, per chi come noi ha una vita agiata questo ultima accezione del mare e’ sinonimo di vacanze e spensieratezza…ma a pensarci bene la stessa acqua e’ il mezzo di fuga di chi dall’Africa scappa in cerca di una vita migliore, senza neanche saper nuotare (come dico nella seconda strofa). Ho preso tutti questi “mari” e li ho messi dentro a 3 minuti di musica che parla una lingua del sud del mondo. Atmosfere e cellule ritmiche che mettono subito a fuoco una organicita’, per suscitare poi qualcosa con le parole che faccia riflettere. Credo che la mia funzione come cantautore non e’ quella di dare una risposta, bensi quella di stimolare una domanda che vada nel profondo. Non penso un pittore debba spiegare un quadro, al massimo gli da in titolo poi sta a chi guarda interpretare.


2. Di fatto, “Per colpa di” è un brano pop e ballabile, che però, più a fondo, è un brano intenso e non così commestibile. Hai mai paura che questa “maschera” che ha questo brano, possa confondere?

Il brano non ha nessuna maschera, e’ musicalmente onesto, leggibile e parla in modo evocativo di un tema attuale, politico e che riguarda tutti. Che ne so, conoscete sicuramente Another Brick In The Wall (Part II) dei Pink Floyd..un brano di una rock band ma con ritmica disco, tra l’altro remixato piu’ volte: parla dell’alienazione e del bullismo che vivono i ragazzini nelle scuole super conservatrici inglesi e della loro voglia di riscatto. Conoscete di certo “Get Up, Stand Up” di Bob Marley: un groove ballabilissimo ma parla di diritti sociali, rivolta, oppressione politica. Andiamo nel
Pop: “Barbie Girl” degli Aqua che piu pop non si puo’ parla con ironia del diritto universale delle donne ad essere libere da stereotipi sessuali. Poi a casa nostra tipo “Nuntereggae piu’” di Rino Gaetano con grandissimo groove e’ una denuncia esplicita al costume e alla politica di quegli anni. “Nord Sud Ovest Est” degli 883 anthem pop ballabile e leggera parla in codice di una profonda incapacita’ di ritrovare se stessi… “Ciao Ciao” di La Rappresentate Di Lista parla della fine del mondo imminente causata dal cambiamento climatico e dai drammi sociali, etc 
Potrei andare avanti all’infinito con esempi di brani famosi che dietro la facciata pop nascondono significati e temi impegnati. Questa per me e’ la maniera migliore per usare il mezzo della musica popolare. Quindi nel caso il mio pezzo dovesse “confondere” allora avro’ fatto centro. Un po’ come i brani citati sopra, c’e’ voglia di attirare per poi far riflettere chi ascolta.


3. E rispetto a “Sinestetica”, il tuo precedente disco, com’è cambiato il tuo approccio alla musica e alla composizione?

Tecnicamente ho iniziato a scrivere e registrare Sinestetica nella primavera del 2021, ho lavorato sia alla produzione che alla promozione per un anno e mezzo fino all’uscita nel 2023. Per chi scrive canzoni e produce e’ un tempo infinito perche’ nel frattempo si cambia, si mettono in cantiere nuove idee e si evolve sperimentando. PER COLPA DI e’ scritto e prodotto ad Aprile 2024 ed e’ uscito a fine Maggio, quindi come prima cosa l’approccio e’ diverso perche’ sento un po’ il bisogno di far ascoltare le nuove canzoni senza programmare troppo. La produzione in se e’ molto piu’ orientata al groove, sono entrato a indagare mondi musicali e artisti che in passato mi hanno appassionato molto, da Alpha Blondy a Manu Chao, Peter Gabriel della World Music agli artisti italiani piu’ “organici” degli anni 70 e 80. Nel processo produttivo e’ cambiato solo l’equilibrio del ritmo per andare piu’ diretto ad un ambiente riconoscibile, ma gli strumenti sono gli stessi dei due dischi precedenti: se ascoltate bene ci sono chitarre acustiche (come nel mio primo album “DUE”) e synth e batterie elettroniche (come nel secondo album “SINESTETICA”). Insomma per me non e’ cambiamento, ma evoluzione e ricerca.


4. Alpha Blondy e Manu Chao sono effettivamente tra i tuoi ascolti e due dei nomi che hanno fatto parte della tua formazione musicale, o sono una recente scoperta?

No no, sono vecchi amori che mi hanno accompagnato in passato nella mia formazione e dentro band che ho creato o cui mi sono unito. Faccio musica da sempre quindi il mio bagaglio e’ piu ampio di un genere preciso nel quale riconoscermi per sempre. Per esempio nei primi anni 2000 avevo nelle Marche una band strana, di 5/6 matti (i Babylon System Rebels), suonavamo tipo sound system con percussionisti e un dj dietro di noi che metteva basi e musica della tradizione Afro/Latin/Reggae. Facemmo 3 anni di live molto belli. Tutto si rifaceva a una storia del passato: in Italia c’e’ stata una discoteca controcorrente negli anni 70 e 80 che ha insegnato ad amare (e a ballare) musica non strettamente dance/house/tecno. Si chiamava il Melody Mecca ed ha regalato alla generazione prima della mia uno spaccato di mondi musicali oggi difficilmente ritrovabili tutti insieme. Servirebbe di nuovo un luogo cosi! Poi come musicista io ho imparato a suonare vari strumenti ascoltando una montagna di musica, un melting pot di generi, e in alcuni momenti sognando una estate perenne.. Dal Rock al Jazz ai cantautori per finire a scoprire le atmosfere a sud di Jorge Ben Jor, Bob Maley e i Wailers, Cesaria Evora, Michel Camilo, Alpha Blondy fino ai Mano Negra, Khaled…poi ovviamente i nostri Avitabile, Tony Esposito, Napoli Centrale, Pino Daniele, i dischi contaminati a sud di Rino Gaetano, di Lucio Battisti, il disco funk di Alan Sorrenti. E poi le piu’ recenti scoperte dei Tinariwen e dei Nu Genea.. La musica e’ bella tutta e se uno oltre che scrivere canzoni e’ anche produttore di se stesso e’ bello indagare, sperimentare e attingere dalla propria storia ed esperienza per tirare fuori cose nuove.


5. Stai già lavorando a qualcosa di nuovo? Questa pubblicazione è un punto di arrivo o un punto di partenza?

Direi di partenza perche’ credo di essermi liberato un po’ dell’idea di fare robe che vanno bene per il mercato. E’ una partita persa in partenza, meglio sperimentare ed esprimersi facendo cose che piacciono a me. In questo momento sto scrivendo canzoni che mi fanno stare bene e le farlo’ uscire senza pensare troppo. Negli ultimi mesi ho prodotto indagando questo suono organico, usando ritmiche afro, reggae, funk che parlano di “sud” e mi sento molto a mio agio. Se ne nascera’ un album ancora non lo so… ma so che il prossimo singolo sara’ una roba forse ancora piu’ ballabile e che parla senza mezzi termini, con ironia e sarcasmo della politica italiana… che sinceramente “vista da quassu’, e’ un film alla tv”… spero vi piacera’!

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