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Gli Zeronauta ci raccontano il loro EP "piùomenozero"

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Zeronauta è un progetto che nasce nel 2015 a Firenze. La band propone un rock energico in italiano ed è composta da Gregorio Serni (voce e chitarra), Giacomo Aiolli (chitarra), Simone Fallone (basso), Dario Valoti (batteria). Dopo il primo EP e i primi concerti nell’area fiorentina, nel 2017 esce l'album "Controluce" (La Clinica Dischi), seguito da una lunga serie di date in giro per i palchi della Toscana e dell’Italia, tra cui Mengo Music Fest, Marea Festival, Combo Social Club, Capanno 17, Pop-It Festival. Nel 2023, dall’incontro con il produttore Marco Carnesecchi, nasce l’EP "piùomenozero" in uscita a giugno 2024.

 

Come introdurreste il vostro percorso musicale dagli esordi ad oggi?

É un percorso che inizia molto lontano, dall’adolescenza e dai progetti a cui tutti abbiamo partecipato in età adolescenziale. La band è nata con l’intento di trovare un proprio linguaggio facendo rock in italiano. La prima fase è stata all’insegna della spontaneità e dell’urgenza di esprimere la nostra musica, soprattutto dal vivo. Con il tempo abbiamo iniziato a lavorare alle nostre idee con più metodo, curando maggiormente gli arrangiamenti e approfondendo il lavoro di pre-produzione. Dopo il periodo della pandemia dove ci siamo dati a canzoni acustiche e più scarne, siamo tornati a spingere ed usare la distorsione. Nell’ultimo anno ci siamo dedicati alla produzione di “piuomenozero”, dove abbiamo cercato di conciliare uscire il nostro lato più rock e rumoroso con pezzi più morbidi e ballate.

Quali sono i progetti italiani che sentite maggiormente affini al vostro?

Sicuramente Verdena e Afterhours sono sempre stati due punti di riferimento nel panorama italiano per noi. I Post Nebbia sono invece uno dei progetti che ci affascinano maggiormente fra quelli più giovani.

Elencate tre motivi per ascoltare “piùomenozero”.

1. É un disco che vi farà tornare la voglia di chitarre e di distorsione.

2. É un disco sincero e diretto.

3. Dura solo un quarto d’ora quindi anche se non vi piace ci mette poco a finire!

In che modo questo disco si differenzia rispetto a “Controluce”?

La produzione è sicuramente la differenza più importante. Con l’aiuto di Marco Carnesecchi, con cui abbiamo prodotto il disco, abbiamo ottenuto un sound che ha permesso ai pezzi di essere più freschi e incisivi. Per quanto riguarda la scrittura delle canzoni probabilmente abbiamo trovato delle soluzioni più dirette e immediate rispetto a Controluce dove le canzoni hanno strutture più dilatate.

Cosa bolle in pentola per i prossimi mesi?

Dopo l’uscita dell’Ep il principale obbiettivo è prepararsi per portarlo sul palco, quindi adesso ci concentreremo su quello. Quest’anno speriamo di suonare il più possibile per poi tornare presto a dedicarci alle nostre nuove idee che sono tantissime!

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