Scomparso Augusto Martelli, il padre delle musiche per la tv

Sue opere molte conosciutissime sigle televisive

pubblicato il 03/11/2014 in Musica e spettacolo da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino
Augusto Martelli nel 1975

E' morto a Milano nella sua casa, all'età di 74 anni Augusto Martelli, musicista, produttore discografico e compositore tra i più celebri motivi televisivi, specialmente per le reti Mediaset negli anni '80 come “Casa Vianello”, “Il pranzo è servito”, Grand Prix” e moltissime altre. Figlio del compositore Giordano Bruno Martelli e fratello del soprano Edith,  Augusto era nato a Genova il 15 aprile 1940 ed aveva cominciato la carriera di musicista accompagnando Mina, insieme alla quale ha composto diversi brani musicali e diretto l'orchestra di accompagnamento in molti album della “Tigre di Cremona”, per poi comporre, nel 1970, la colonna sonora del film “Il dio serpente” con l'attrice Nadia Cassini, il cui brano di punta “Djamballà” riceverà successo in molti paesi, fino a spingerlo a creare nel 1974 una sua casa discografica, la “Aguamanda”. A cavallo degli anni '80 collabora con l'allora neonata Mediaset, per la quale firma moltissime sigle per programmi televisivi di successo, nonché piacevoli sketch di intrattenimento con la mascotte di Canale 5 “Five” in cui mette in risalto anche la sua verve di attore e cabarettista. Sigle per programmi di intrattenimeno ma anche per cartoni animati e telefilm portano la sua firma, riscuotendo strepitosi successi, tanto che viene chiamato come arrangiatore allo Zecchino d'oro, dove nel 1995 la sua canzone “Il sole verrà” vince l'edizione canora. Paroliere instacabile e dotato, Augusto Martelli nel tempo collabora con una grande cerchia di artisti italiani tra cui Jovanotti, Giuni Russo, Ornella Vanoni, Giorgio Gaber, Cristina D'Avena e trova spazio anche per la musica sacra, per la quale nel 1991 scrive e arrangia la “Missa antoniana”, cantata poi  dal Piccolo Coro dell'Antoniano. Nel 2001 il nome di Augusto Martelli salta all'attenzione della cronaca giudiziaria quando, insieme ad altre 113 persone viene fatto oggetto di una perquisizione domiciliare ordinata dalla Procura della Repubblica di Milano durante la quale sul suo pc viene rinvenuto materiale pedopornografico. Martelli si dichiarerà sempre innocente, adducendo che stava svolgendo indagini, in accordo con i Carabinieri, su un traffico di prostituzione minorile e pedofilia usando il suo computer e la sua carta di credito. Tale tesi però non è stata avvalorata nel dibattimento e nel 2003 il Tribunale di Como lo condanna ad un anno e sei mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena e nel 2007 la Corte Suprema di Cassazione conferma la condanna in primo grado al musicista, lasciandolo profondamente segnato. Se ne va un protagonista assoluto della scena musicale e televisiva degli anni ottanta, che ha donato tanta spensieratezza, tipica di quegli anni, a milioni di italiani con le sue creazioni e per il quale la televisione, che proprio a lui deve tanto, ha snobbato la notizia della sua scomparsa, suscitando uno sdegno strisciante in molti suoi appassionati sulla rete. 

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