É uscito venerdì 23 febbraio 2024 su tutte le piattaforme digitali (in distribuzione Believe Music Italy) il nuovo singolo di dada sutra, il progetto «atipico, contorto, stratificato, indefinibile» dell'alterego della cantante e musicista Caterina Dolci (attualmente anche nella formazione de Le Bambole Di Pezza). “LE CURE”, questo il titolo del singolo che ci avvicina alla pubblicazione di un nuovo disco, segue il primo singolo in italiano del progetto ( il brano"Diva", pubblicato a gennaio e militante per oltre un mese nella playlist Rock Italia di Spotify).
Oggi, dada sutra ci presenta un brano molto “yang”, veloce ed energico, ma che richiede in realtà una grande dose di “yin”, di lentezza e di vulnerabilità. Un brano dedicato a chi ha dimenticato di aver bisogno di guarire, riposare, respirare, un brano sovversivo e allo stesso tempo delicato dove dada sutra non ha paura di mostrarsi fragile.
Appassionata di cinema e letteratura, conversare con lei è stato un piacere.

- Di cosa parla “Le cure” e perchè è la colonna sonora perfetta per questo periodo della tua vita? Risale agli stessi momenti in cui è nata “Diva”?
Parla di guarigione e del superpotere che sto sviluppando di dire quello di cui ho bisogno. Parla anche di psicomagia e di posti che non ho mai visto e penso che sia in qualche modo un testo mistico. Però volutamente sono immagini e non una vera narrazione quindi ognuno può vederci quello che vuole, come una macchia di Rorschach. L'ho scritta un po' dopo “Diva”, diciamo che è la sorellina minore pestifera.
- Abbiamo curiosato alcune tue storie su Instagram dove parlavi di Nabokov, lo scrittore. In che modo ti ha influenzato e che cosa ha a che fare con te?
Ho letto molto di Nabokov quando ero più piccolina, dai 13 anni in poi. Ho amato moltissimo Lolita e forse ha distorto la mia sessualità in quel periodo – ehm, e oltre. Ma se avessi di nuovo 13 anni lo rileggerei lo stesso. Comunque non c'entra con "Le cure" ma con un pezzo nuovo che sto scrivendo per cui vi terrete la curiosità ancora un po'.
- Quanto contano oggi le playlist Spotify e i numeri? Cos’è cambiato dopo il tuo ingresso in Rock Italia con il tuo precedente brano “Diva”?
Io non so niente di queste cose, non chiedetemele. Osservo l'andamento dei miei brani su Spotify come farei con un fenomeno numinoso e assolutamente imprevedibile.
- Come hai conosciuto Giacomo Carlone? Ti accompagna anche dal vivo? Come state lavorando insieme e quanto c’è di suo in questo progetto?
Era inevitabile che lo conoscessi: lui, Vincenzo Parisi con cui stavo insieme e suonavo e il nostro amico Damon Arabsolgar abitavano tutti nello stesso isolato. Gli ho chiesto di produrmi l'EP e poi mi ha detto che suonava “un po' la batteria” – in realtà è bravo in maniera imbarazzante – e così abbiamo cominciato a girare live insieme. Al momento sì, suoniamo sempre in duo. Di suo nell'album in arrivo c'è tutta la produzione e mix, e le batterie, più molto conforto e sostegno morale.
- Il mondo è pronto per un disco in italiano di Dada Sutra?
Nessuno è mai pronto per Paranoid Park.

