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Il precariato dello spettacolo: violinista disoccupata cerca orchestra.

Il direttore d'Orchestra Riccardo Muti ascolta lo sconforto di una 31enne.

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Il suo nome è Roberta Mazzotta, violinista di talento, ha compiuto 31 anni il 18 luglio 2014.
A Spoleto, i giorni scorsi, si è rivolta al suo maestro Riccardo Muti, il quale si è profondamente dispiaciuto della situazione della ragazza leccese. Parlando dei giovani musicisti della sua Orchestra, con desolazione ha sostenuto che, vista la situazione italiana, non resterà loro nient'altro che la disoccupazione e la ricerca di un lavoretto precario.

L'Orchestra giovanile Cherubini è stata fondata dal maestro Muti nel 2004 con sede a Piacenza e Ravenna. I migliori giovani musicisti, che vennero scelti da commissioni di fama internazionale, si trovano ora disoccupati, tra questi anche Roberta Mazzotta.
Essa aveva detto a Muti, durante il concerto per pianoforte e orchestra in do minore n.3 di Beethoven e la sinfonia in do minore n.4 di Schubert, che forse sarebbe stato il suo ultimo concerto. Un addio doloroso.
Con l'Orchestra Cherubini, Roberta aveva lavorato dal 2006, inizialmente qualche collaborazione sporadica e poi per appuntamenti sempre più importanti, arrivando a collaborare con artisti italiani e stranieri di spessore e viaggiare per fantastiche tournée.
Purtroppo la violinista della Puglia è arrivata al limite d'età per restare nell'Orchestra giovanile Cherubini: deve affrontare la triste realtà della disoccupazione. Per la Mazzotta, l'Orchestra Cherubini era una seconda famiglia, lì dentro aveva creato delle amicizie importanti e sviluppato il suo talento alimentando la sua passione per la musica.
Dice in un'intervista rilasciata all'Ansa: “ Ho imparato a stare in un'orchestra grazie al maestro Muti e al suo rispetto per la musica che trasmette a tutti”. Ricorda il suo concerto più emozionante a Nairobi, Le vie dell'amicizia nel 2001 con Il Va Pensiero e il coro dei bambini della scuola africana.
Ma adesso ciò che fa rabbia alla violinista è che il suo bagaglio d'esperienza non sia riconosciuto, che si trova punto a capo come se fosse stata a casa a fare nulla. Si chiudono i teatri, si tagliano i fondi. Anche all'estero le cose non vanno bene: in Spagna l'orchestra dove aveva lavorato nel 2008 è stata chiusa.
Forse Roberta Mazzotta si chiederà se quella bambina di sei anni, quando cominciò a prendere in mano lo strumento, non avesse sbagliato. Perché a 31 anni si è troppo adulti per essere disoccupati e senza fiducia nel futuro, ma anche troppo giovani per privarsi dell'amore per il mestiere che si vuole fare sino alla morte. Non si può cancellare quel senso di appagamento e di gioia infinita che gli anni, passati a suonare per i teatri del mondo, le hanno regalato. Ma c'è un sentimento tanto forte e contrario come la rabbia o il dolore di non poter più stringere nulla tra le dita, come i granelli di sabbia che scivolano dalle mani sul fondo del mare.

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