Se n'è andato ieri, all'età di 76 anni, il jazzista Charlie Haden, eccelso contrabbassista ed innovatore nella scena musicale mondiale grazie alla creazione, insieme a Ornette Coleman, del “Free Jazz”. Il musicista era affetto da tempo di una malattia, di cui non è stato reso noto il nome, ed è scomparso ieri a Los Angeles circondato dalla moglie, la cantante Ruth Cameron, i suoi quattro figli e il genero, l'attore Jack Black. Haden, che da quattro anni aveva dovuto interrompere i live per motivi di salute, aveva visto giusto il 17 giugno scorso uscire “Last Dance”, album del pianista Keith Jarrett realizzato insieme a lui, con il quale aveva già collaborato in passato. Il jazzista, il cui vero nome era Charles Edward Haden, aveva nella giovinezza abbracciato il contrabbasso dopo che la poliomelite gli aveva minato la voce, spaziando in vari generi musicali ma rimanendo, nel suo intimo spirito romantico, sempre attaccato al jazz. Esso infatti non solo è annoverato tra i maggiori esponenti del genere musicale, insieme a Don Cherry, Billy Higgins e Ornette Coleman, con il quale, tra la fine degli anni cinquanta e gli inizi dei sessanta nel secolo scorso, darà vita al “Free Jazz”, un sottogenere musicale basato sulla libera improvvisazione e ad alta valenza sociale, sorto parallelamente ai movimenti per i diritti di Martin Luther King e Malcom X. Semplice e garbato, Charlie Haden nel tempo vedrà e cercherà esperimenti musicali, come l'incrocio tra il Jazz e la musica Country, che lo porteranno a diventare leader per tutti gli anni settanta della “Liberation Music Orchestra” e successivamente nel 1987 a formare il “Quartet West” insieme a Ernie Watts, Alan Broadbent e Larance Marable, con i quali e insieme al ritrovato Billy Higgins darà vita a “Silence”, un album che viene considerato il massimo successo di genere e uno dei suoi lavori migliori. Un grande sognatore Haden, che amava dire di “portare via la gente dalla bruttezza e dalla tristezza che circonda il mondo attraverso la musica” e che ha regalato nella sua lunga carriera oltre trenta album, che non colmano appieno la sua scomparsa, che lascia un vuoto profondo sulla scena jazzista mondiale.

