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Oggi Christopher Nolan, il regista di Inception e della trilogia di Batman, compie 53 anni

Nell'attesa del suo nuovo film Oppenheimer scopriamo il lavoro del regista di Interstellar

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Christopher Nolan è considerato uno dei registi artisticamente più rilevanti sul panorama contemporaneo. Con personaggi complessi, fotografia onirica e trame non lineari, le sue pellicole si allontanano dal classico film moderno, che si riserva (ormai) solo di "propagandare" le nuove tendenze sociali e, all'occorrenza, intrattenere.

I film di Nolan sono diversi. Dietro le trame fantascientifiche e spettacolari, il regista si riserva di parlare di questioni intime e personali, archetipi e simboli della storia dell'umanità.

Al momento sono 10 i film del regista, diventati già dei cult della cultura pop. Escludendo la trilogia di Batman, che per ovvie ragioni segue la trama del fumetto, le restanti pellicole del regista inglese catapultano lo spettatore in un mondo simile ma diverso al nostro, in cui lo spettatore condivide il senso di straniazione e confusione dei personaggi. Nei film di Nolan non si sa mai di chi fidarsi. I protagonisti stessi non si fidano di sé stessi, dei loro ricordi, della loro psiche, dei loro sentimenti.

Nolan ha sovvertito il cinema giocando con l'intricato rapporto tra realtà e memoria. Basti pensare al film Memento, in cui il protagonista si risveglia non ricordando niente della sua vita, e trova una serie di indizi che lo conducono a scoprire la verità. Ma questi indizi (le milioni di polaroid che trova in giro per casa, post-it e tatuaggi) dicono la verità? Cos'è la verità?

Anche il tempo è un concetto fondamentale per Nolan: ci si gareggia, si riavvolge, si ferma, o si trascende. Altre volte, semplicemente, non esiste (come in Inception).

Eppure non si deve pensare a dei film pretenziosi, destinati a una cerchia di pochi estimatori. Al di là del messaggio di fondo, i film di Nolan conservano una dinamicità che cattura l'occhio, una storia avvincente e un montaggio eccezionale. Inoltre, sono film onesti: rispetto a tanti film, che tacciono informazioni rilevanti per arrivare alla fine con il grande colpo di scena, in film come Memento o Interstellar lo spettatore viene messo a conoscenza degli eventi di pari passo con il protagonista. In questo modo, si hanno tutti gli elementi per risolvere l'enigma e anticipare il finale, sempre se si fa attenzione ai dettagli. 

A tutto ciò va aggiunta la maestosa fotografia del regista: Nolan adora gli spazi aperti urbani, e con poche riprese di grattacieli e skyline, riesce a trasmettere un'ambientazione incredibilmente umana: la trama continua, la meraviglia resta. Sullo sfondo, la vita.

E anche quando i film devono attenersi a temi storici, come Dunkirk, che racconta la terribile attesa delle truppe alleate, circondate da tedeschi, sulle spiagge di Dunkerque, Nolan riesce a mettere il suo tocco geniale attraverso una fotografia frenetica in piano sequenza (riprese molto lunghe; la telecamera segue il protagonista come se fosse un'altra persona) e l'utilizzo delle magistrali musiche di Hans Zimmer.

Il 23 Agosto uscirà nelle sale italiane l'ultima pellicola del regista inglese, Oppenheimer, che ci trascinerà nella vita psicologica di J. Robert Oppenheimer (interpretato da Cillian Murphy), capo dell'operazione Manhattan e inventore della bomba atomica.

In una recente intervista, Nolan dice:

Non vedo i film in termini di equilibrio tra semplicità e complessità, penso che sia più una questione che ha a che fare col mistero. [...] Per questo spesso uso strutture non cronologiche, non lineari. Questa cosa era un espediente che veniva sfruttato molto [...] prima dell'arrivo della televisione. Poi la televisione ha imposto un approccio più lineare e semplice, a causa del modo in cui abbiamo iniziato a guardarla dagli anni ’50 in poi. In seguito, quando sono arrivati l’home video e i DVD e ora lo streaming, siamo nuovamente tornati a essere più avventurosi perché puoi guardare qualcosa, fermarlo, riavvolgerlo e rivederlo. E possiamo creare narrazioni più dense e complesse“.

“A conti fatti, la cosa fondamentale riguardante l’esperienza di una sala cinematografica piena di persone, è che dovrebbe essere un’esperienza incentrata sul mistero. Non desideri capire l’intera storia fin dall’inizio. Altrimenti, non c’è nulla da svelare e scoprire. Quindi, in realtà, il compito del regista è cercare di essere un po’ avanti rispetto al pubblico, non troppo avanti, non troppo indietro. Quando sei indietro rispetto al pubblico, il pubblico capisce le cose prima che tu le spieghi, e il pubblico rimane frustrato in un altra maniera.”

Nell'attesa di vedere l'ultima fatica del regista, sicuri che non ci deluderà, auguriamo un buon compleanno a Christopher Nolan, inventore di mondi.

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