Ieri 27 Maggio si è tenuta la premiazione del Festival del Teatro Amatoriale di Taranto, al teatro Fusco. Tra i premiati, la compagnia “Il laboratorio di Mimmo Fornaro”, vincitrice dei premi “Miglior regia”, “Migliore Attrice Protagonista”, e “Miglior spettacolo di Taranto”. L'emozione è stata tanta durante la premiazione, e non solo per i premi prestigiosi da ritirare. L'Urlo, lo spettacolo diretto e recitato da Mimmo Fornaro, porta con sé un bagaglio emotivo pesantissimo.
Esattamente un mese fa, il sipario del Fusco di Taranto si è aperto su Mimmo Fornaro, Eros Galiano e Anna Prunella. Alle loro spalle, proiettata e incombente, l'ombra del monte Golgota. Una scenografia rarefatta e essenziale, quella de l'Urlo, atto unico presentato alla II edizione del Festival del Teatro Amatoriale di Taranto. Il pubblico ha giusto qualche momento di incredulo stupore, davanti alla cruda realtà della morte di Gesù, che la voce stentorea di Mimmo Fornaro annuncia "Trema! La terra trema!". Parole screziate dal dolore, che segnano il ritmo dell'ultima fatica registica e attoriale dello stesso Mimmo Fornaro. L'Urlo ripercorre la vita, i miracoli e il dolore di Cristo attraverso gli occhi di un povero reietto storpio, di una madre in lutto e di un centurione romano, accecato dal suo orgoglio.
I tre raccontano le loro storie, che prendono vita grazie ad un magistrale gioco di luci (dirette da Walter Mirabile), che ci portano in posti e tempi diversi. Tre storie diverse che in realtà sono una storia sola, la storia del mondo, di allora come di adesso. Lo spettatore, così, si trova a pensare a quante volte ha seppellito la coscienza nel profondo, pur di non vedere. Pensa alle volte in cui ha accettato supinamente il volere dei "grandi", giustificando loro e sé stesso, raccontandosi di non aver avuto scelta, per poi iniziare a farsi le domande giuste solo quando è troppo tardi. L'Urlo schiaffeggia il pubblico in piena faccia, mettendolo davanti alla futilità dell'orgoglio e alla pericolosità dell'ignavia.
E in una città come Taranto, le occasioni per parlare di ignavia non sono mai sprecate. Taranto è la città dei contrasti: la città dei due mari, dei delfini e delle spiagge bianche, dilaniata dall'inquinamento. Forse qualcosa è cambiata da quell'unica volta in cui l'occhio mediatico si è concentrato sul disastro ambientale, ma molto altro è rimasto uguale. L'Italia e l'Europa forse hanno dimenticato, ma Taranto no. A Taranto le persone muoiono ancora.
Per questo l'emozione è grande durante la premiazione. Vengono ricordati coloro che, in un mondo giusto, sarebbero a gioire di questa ennesima vittoria. Come Lorenzo S., 37 anni, che ha eseguito le musiche di tutte le opere teatrali della Compagnia di Mimmo Fornaro, compreso l'Urlo. E' morto dopo una lunga lotta contro il cancro, proprio il giorno della messa in scena. O come Luca P., 47 anni, attore della compagnia. Anche lui è stato annientato da un tumore, che lo ha ucciso il 26 Maggio, in meno di 20 giorni dalla diagnosi. A loro l'Urlo è dedicato, a loro e a tutti quelli che muoiono nell'indifferenza.
Gesù urla sulla croce; urla "Padre, perché mi hai abbandonato?" e il suo urlo è l'urlo di tutti noi. Sul palco del Fusco, nei panni dell'indemoniato di Gerasa, Mimmo Fornaro grida:
"[L'urlo di Gesù] è l'urlo di chi viene discriminato e disconosciuto, l'urlo di chi si cinge in una corona di spine [...] e incontra la morte in un mare di indifferenza".
Ecco perché l'Urlo è uno schiaffo. Ci costringe a ricordare che la verità va guardata in faccia, per quanto terribile e dolorosa possa essere. Ci spinge a vergognarci delle volte che non siamo stati sinceri con noi stessi, negando delle consapevolezze che in cuor nostro erano chiare. Se la gente muore così repentinamente, così terribilmente, una ragione (e forse più di una) c'è. E' giusto piangere chi non c'è più, ma dov'è la rabbia? Quando chiederemo il conto? Quando urleremo?
L'Urlo è l'urlo di tutti noi. E sono sicura che, quando tutte le urla si sommeranno in un canto di rabbia e disperazione, la terra tremerà. Di nuovo.
[Fotografia: Martino Marzella.
Scenografia: Marko di Turo, Gianni di Roma, Fabio di Roma (Skené);
Allestimento: Antonio Spagnulo;
Disegno luci: Walter Mirabile;
Musiche: Lorenzo Semeraro;
Audio: Paola Gasparini;
Direzione di scena: Anna Andrisani;
Attori: Mimmo Fornaro, Eros Galiano, Anna Prunella;
Regia, testi e idea scenica: Mimmo Fornaro]

