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Le Luci al Neon ci raccontano il loro nuovo singolo "Al Palalottomatica"

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Da oggi pronunciare al Palalottomatica è qualcosa di più che un appuntamento. È un’occasione. Con questo nuovo brano in uscita venerdì 28 ottobre, tornano tre giovani talentuose girls: LUCI AL NEON. E la musica diventa un inno alla leggerezza. 

La band evoca un contesto che oltre ad essere uno spazio per l’arte e per lo sport è sinonimo di aggregazione. Il concetto di live è bello: la musica è vitalità e condivisione. Il trio tutto al femminile delle LUCI AL NEON, vuole celebrare questa contaminazione che è anche sinonimo di avventura amorosa, di appuntamento. Il noi è il vero soggetto, perché “questa canzone parla di noi”, per citare uno dei versi rivelatori del ritornello. Nella vastità della folla, il concerto diventa intimo, un evento riservato nella mente di chi vi prende parte, ma allo stesso tempo, l'intimità diventa condivisione, come quel sentimento che credi essere solo tuo, ma che invece accomuna tutti. E non esiste un amore più bello di quello che nasce sotto un palco, in cui cuori e menti si fondono in quel senso di esclusività, quasi la band stesse suonando solo per te – anzi per noi. 
 

Dopo il debutto discografico col singolo Kawasaki, primo capitolo musicale di questo progetto raffinato e d'impatto, Luci al Neon confermano la notevole capacità di arrivare -senza divagazioni- al cuore del pezzo, assolutamente convincenti e soprattutto contagiose. Una vera rivoluzione al femminile! Tutte le esperienze del gruppo di cui la cantante Kris è l’artefice (insieme al manager Stefano Borzi) hanno permesso loro di capire come la purezza in musica ripaghi. Maggiore è la spontaneità con cui l’artista si pone al pubblico (e in questo Kris può avvalersi di una laurea ad honorem!), più solido sarà il legame che si creerà tra i due estremi del palcoscenico. Non a caso, in tutti i palchi che hanno ad oggi calcato e nelle varie opening act ad artisti consolidati e di grande esperienza (da Marco Masini a Federico Zampaglione, per citarne solo un paio...), hanno brillato di luce propria. Nessuno sa come si creino i meccanismi di dare vita a emozioni in movimento, ma ci sono persone in grado di evocarli naturalmente in noi e Luci al Neon possiedono certamente questa capacità.


Dovevamo parlarne con loro, ed ecco com'è andata!

- Qual è la vostra esperienza con gli amori sottopalco, e quanto questo progetto è un omaggio a questi? 

Al di là delle esperienze personali, pensiamo che i concerti siano degli appuntamenti speciali, che spesso spezzano la normalità del quotidiano. In questa atmosfera di totale condivisione può diventare più semplice svelare un sentimento, sia nei confronti di un’amicizia o perché no di un nuovo incontro. Questo è uno dei concetti portanti del nostro secondo singolo “al Palalottomatica”, unitamente alla voglia sfrenata di suonare su palchi importanti.  

- In che modo "Al Palalottomatica" è tematicamente collegato al vostro singolo precedente "Kawasaki"?

Ironizzando potremo dire i mezzi di trasporto, una macchina Mini Cooper nel primo e una moto Kawasaki nel secondo! Scherzi a parte, leggerezza e positività sono alla base del nostro linguaggio che definiremmo anche efficace e diretto. Nei nostri testi si parla di vita quotidiana, di sogni ambiziosi come di delusioni amare. L’importante è prendere ciò che viene con quella sana incoscienza che spesso può salvarti, come nel nostro caso. 

- É vero quello che si dice, che i progetti al femminile sono svantaggiati? E se sì, in che modo? 

Abbiamo pensato spesso a questa problematica, senza venirne mai a capo. Tuttavia, anche se le statistiche ci dicono che i progetti al femminile faticano di più a raggiungere risultati importanti, ci stimola fortemente l’idea di riuscire a capovolgere gli schemi, senza darci dei limiti a priori, facendo tutto il possibile per spiazzare chi crede ancora in questi stereotipi.

- Quanto Roma e la sua vivace scena musicale ha favorito il vostro percorso musicale, anche al di fuori de Le Luci al Neon?

Siamo fermamente convinte che la scena musicale romana abbia influenzato la formazione e il modo di creare musica per tanti giovani talenti, sia in termini di scrittura che di sonorità. Nel nostro team poi abbiamo 2 professionisti che hanno dato un contributo fondamentale al successo di molti artisti romani. Leo Pari, nostro produttore artistico, ha collaborato alle prime produzioni di Gazzelle, Thegiornalisti e Galeffi. Il nostro manager, Stefano Borzi, invece ha lanciato artisti del calibro di Tiromancino, Niccolò Fabi e Max Gazzè.

- Prossimi progetti?

A gennaio 2023 uscirà un nuovo singolo, parte fondamentale della prima trilogia, che abbiamo già realizzato con lo stesso team. Successivamente vorremmo completare il nostro primo album per affrontare finalmente un tour itinerante la prossima estate.

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