Giancarlo Bigazzi, mai dimenticare

pubblicato il 05/05/2021 in Musica e spettacolo da Emanuele Gulino
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Emanuele Gulino

Con il web si ha la possibilità di non avere più problemi, o quasi, nello svolgere ricerche o eseguire esperimenti sociali e/o culturali.

Diciamo che negli ultimi anni, però, abbiamo assistito alla guerra "accalappiaclick" ossia, centinania di notizie tutte uguali ma con titoli da bava alla bocca, che spesso si rivelano più importanti della notizia stessa, che servono a creare, sviare, far dimenticare, enfatizzare, ingigantire o addirittura eliminare l'argomento del momento, devo fare qualche esempio? Non credo sia necessario, ci si arriva da soli. Questo sistema, purtroppo, serve esclusivamente a concentrare l'opinione pubblica in maniera ridondante in una determinata notizia del giorno, che si può protrarre per intere settimane, a discapito di eventi, celebrazioni, ricorrenze e personaggi che rischiano di giorno in giorno, di essere dimenticati. Perché la pubblicità è il mezzo per tenere in vita la qualsiasi.

E' il caso di Giancarlo Bigazzi, autore e paroliere tra i più prolifici del nostro panorama musicale, ma che, già da qualche tempo, viene nominato e ricordato sempre meno. Giancarlo Bigazzi nasce a Firenze il 5 settembre 1940, e già dagli anni '60 inizia a "scrivere" la nostra Storia che entrerà a far parte del quotidiano musicale. Tra i primi successi da lui scritti si ricordano "Luglio" di Riccardo Del Turco e "Lisa dagli occhi blu" cantata da Mario Tessuto. Negli anni '70 raggiunge il vero successo e la sua carriera vede un'ascesa leggendaria. Fonda insieme a Toto Savio e Alfredo Cerruti il gruppo "Gli Squallor", gruppo rock demenziale ma al quale non è mancata la censura (e come può mancare) per alcuni testi troppo... "spinti". Contemporaneamente agli Squallor continua la carriera di parolie scrivendo i testi di "Rose rosse", "Erba di casa mia", brani di successo interpretati da Massimo Ranieri, "Montagne verdi" per Marcella Bella e, sempre in quel periodo, scopre e lancia Umberto Tozzi con il quale inizierà un sodalizio artistico scrivendo "Ti amo", "Gloria", "Io camminerò", "Tu" e "Si può dare di più". Dopo aver scoperto Tozzi, si dedica alla sua città, Firenze, dove continua la sua attività come scopritore di talenti lanciando Marco Masini, Aleandro Baldi, Raf e altri ancora. Per Marco Masini scrive "Bella stronza", "T'innamorerai" tra i maggiori successi, mentre Raf deve la paternità a Bigazzi delle famose "Cosa resterà degli anni '80", "Self Control". Scrive anche "Gli uomini non cambiano" canzone indimenticabile con la voce di Mia Martini. Giancarlo Bigazzi ha intrapreso la strada anche della composizione firmando le colonne sonore dei film "Mery per sempre", "Ragazzi fuori" di Marco Risi e il premio Oscar "Mediterraneo" di Gabriele Salvatores. Con questo breve omaggio, continua la nostra battaglia per mantenere vivo il ricordo dei personaggi più importanti della nostra Cultura.

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