Provaci ancora, Cinema

pubblicato il 19/01/2021 in Musica e spettacolo da Emanuele Gulino
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Emanuele Gulino

E' risaputo ormai che da quasi un anno a questa parte, il settore del cinema e dello spettacolo è stato tra quelli che più hanno sofferto, qualche uscita prevista in sala nel corso del 2020 ha optato per le piattaforme online, ma non tutti hanno preferito questa soluzione. Uno fra tutti è Carlo Verdone con il suo film "Si vive una volta sola", la commedia con Anna Foglietta, Rocco Papaleo e Max Tortora sarebbe stata distribuita nelle sale cinematografiche nel febbraio 2020 ma, ahinoi, sappiamo che non è andata così. Altra commedia quella di Massimiliano Bruno che ha subìto la stessa sorte con "Ritorno al crimine", séguito di "Non ci resta che il crimine" reduce di un successo tra i migliori della stagione 2019. Si pensava allo stesso periodo d'uscita del film di Verdone, poi posticipato all'autunno scorso e ancora posticipato a data da destinarsi. «Il mio film – spiega il regista - è fatto pensando al cinema, immaginato per essere visto in una sala in cui 300 persone si divertono insieme, ridono magari insieme. Visto a casa è tutt'altro, forse pure meno efficace. Magari per un altro film questo gap non c'è, dunque non credo che bisogna demonizzare la piattaforma ma neppure pensare che sala e streaming siano la stessa cosa». Oltre ai sopra citati, si aspettano importanti titoli come "Diabolik" dei Manetti Bros o "Freaks Out" di Gabriele Mainetti. Per un brevissimo periodo, circa una settimana prima della seconda chiusura di cinema e teatri, abbiamo avuto la distribuzione del vanziniano "Lockdown all'italiana" e poi di nuovo il buio. Per ironia della sorte, appena qualche giorno precedente alla prima chiusura di marzo, era appena uscito nelle sale "La mia banda suona il pop" di Fausto Brizzi che ha anticipato il destino dell'ultimo film di Enrico Vanzina. Il direttore di 01 Lonigro negli scorsi giorni ha commentato: «Si tratta di film importanti, con ambizioni da box office e nessuna preoccupazione nell'invecchiare. D'accordo con i registi pensiamo che sia giusto così, per noi la sala è ancora centrale».

(Foto Leggo.it)

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