UN NUOVO ALBUM PER IL CANTAUTORE “IRonico”

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 21/06/2019 in Musica e spettacolo da Francesca Ghezzani
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Francesca Ghezzani

Ironico è un cantautore che sa scavare in profondità, i suoi testi non sono mai banali sebbene cerchi di mantenere un sound fatto di note leggere per infondere fiducia in chi le ascolta. Ha voluto intitolare il suo ultimo album “Il viaggio” perché il frutto di lunghi anni di lavoro rappresenta allo stesso tempo per l’artista e il suo percorso musicale un punto di arrivo e di partenza.

 

C’è sempre un argomento che accomuna le tue canzoni?

Benché i soggetti delle canzoni varino c’è sempre un unico filo conduttore: l’affrontare qualunque situazione e stato d’animo con positività. Anche quelle volte in cui il susseguirsi degli eventi non lascia ben sperare e forse ci sentiamo sopraffatti dall’angoscia dobbiamo ricordare a noi stessi che “dopo il temporale esce sempre il sole!”

L’“amore”, protagonista della maggior parte della musica non solo italiana, anche per te è un compagno fedele?

Non potrebbe essere altrimenti visto il messaggio che voglio trasmettere agli ascoltatori e con questo non mi riferisco solo all’amore inteso in senso romantico o passionale ma a quello altruista, che rende forte qualunque legame sia con esseri umani che con gli animali o con l’ambiente che ci circonda.

Ti ispiri mai a storie vere nel comporre i testi?

La maggior parte dei testi sono autobiografici, quindi fanno riferimento ad esperienze di vita vissuta personali e non di cui sono a conoscenza. Inoltre, a volte, mi piace usare la fantasia e lasciare alla mente la possibilità di creare ipotetiche storie; come un attore che studia a fondo un copione per recitarlo intensamente mi ritrovo a vestire i panni di vari personaggi, seppure fantastici, e a riportare nei testi le loro emozioni e sensazioni.

Hai mai scritto musica per l’ambiente?

No, però è una bella idea che terrò in considerazione per il prossimo album, anche perché c’è bisogno di dar voce al nostro bel pianeta.

Quale tipo di musica ascolti?

Non ho delle preferenze in particolare, mi piace ascoltare l’armonia prodotta da un’intera orchestra quanto il ritmo incalzante di un tamburo suonato in un villaggio africano. Amo la musica in ogni sua forma, ovviamente essendo cantautore ho un orecchio attento ai grandi della musica italiana del genere in questione sia degli scorsi decenni che quelli attuali.

Quando ascolti musica riesci a godere delle sonorità e delle parole da semplice fruitore o subentra sempre l’orecchio dell’addetto ai lavori?

Quando ascolto musica prodotta da altri artisti me la godo semplicemente. Diversamente quando ascolto le mie canzoni, allora, essendo perfezionista, mi metto sul banco di prova e divento piuttosto critico con me stesso.

Musica italiana vs. musica straniera: cosa a favore e cosa contro dell’una e dell’altra?

Beh, come dire un bel piatto di lasagna al forno contro un buon hamburger, entrambi sono pasti nutrienti ma sono serviti in modo e in circostanze del tutto diversi. In realtà sia la musica italiana che straniera sono semplicemente forme di espressività che, soggettivamente, possono o meno piacere, ma oggettivamente fanno parte di un linguaggio universale in cui non esistono rivalità.

Cosa pensi dei tormentoni?

“Girerei” volentieri la domanda a un certo Dante Alighieri, credo che saprebbe dare la risposta giusta…

Quali sono le difficoltà più grosse che vive oggi l’editoria musicale?

Sicuramente il dramma delle vendite di cd. È un vero peccato che ci sia stato proprio questo cambio di tendenza perché reputo la veste grafica di un album un bel modo per un artista di presentarsi al pubblico. Purtroppo on-line questo è un aspetto importante che viene a mancare.

Riusciresti a interpretare brani scritti da altri cantautori?

È una cosa che mi diverte fare, infatti ne tengo sempre qualcuno da presentare come cover insieme alle mie canzoni.

Lasceresti che altri interpretassero i tuoi testi?

Certamente, ne sarei curioso, c’è sempre da imparare. Ho avuto il piacere di scrivere per interpreti ed è stata un’esperienza costruttiva.

Qual è il valore aggiunto nell’essere cantautore e non solo cantante?

Penso sia paragonabile a quello tra una madre e una levatrice, sicuramente aver “partorito” una propria idea è il valore aggiunto.

 

www.ironico.net

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