“Suspiria”: il primo grande tuffo nell'horror dell'Argento vivo

Torna dopo quarant'anni nelle nostre sale un cult del cinema horror

pubblicato il 04/02/2017 in Musica e spettacolo da Gianluca Ottuso
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Gianluca Ottuso

 Il compianto maestro Mario Bava primo grande e inarrivabile fautore di questa tipologia horror nel fare cinema sarà sempre vistosamente riconoscente al nostro caro e amato Dario Argento che con questa opera, stilisticamente perfetta, esalta con caratura artisticamente elevata, l'uso della luce e del colore giocando quindi su atmosfere cupe e gotiche che non si limitano a fare da importante cornice alla sceneggiatura e al soggetto, ma bensì, appaiono come elemento fondamentale dell'impatto visivo che rende sempre e per sempre questa pellicola immortale.

Una incommensurabile fotografia ricercata del bravissimo Luciano Tovoli con le sue luci ad arco e l'avvalersi di speciali lenti anamorfiche danno alla pellicola una valenza onirica da incubo giocando sull'esaltazione di determinati colori che vanno dal giallo ocra al blu scuro, per passare poi dal verde smeraldo al rosso scarlatto. “Suspiria” ancora oggi è il progetto più ricercato e lavorato da Argento che faticò non poco per recuperare una determinata pellicola Kodak da 30-40 ASA con bassissima sensibilità alla luce che garantiva però una certa e netta profondità di campo. Il tutto fu sviluppato poi con un processo di stampa in Technicolor costosissimo e già all'epoca in disuso, tanto è vero che “Suspiria” fu una delle ultime pellicole stampate con questa importante ed inarrivabile tecnica che aveva già avuto degli importantissimi precedenti nella lunga storia del cinema come: “Via col vento” e “Il mago di Oz” ambedue diretti dal maestro Victor Fleming nel 1939. I rimandi a determinati processi cromatici di forte impatto come in “Biancaneve e I sette nani” della Disney e ad una gran parte della produzione cinematografica della casa produttrice britannica “Hammer” ed allo stesso Bava con alcuni suoi fulgidi esempi come: “Terrore nello spazio” e “Sei donne per l'assassino”, non sono per niente casuali, ma altresì, fortemente voluti. La scenografia e la colonna sonora (eseguita dai “Goblin”), diventata ormai “cult”, tale da essere ancora oggi tormentone in diversi programmi televisivi, non sono da meno e il tutto è mescolato a dovere con regia impeccabile che da a “Suspiria” una valenza senza tempo, una pellicola che ha fatto e farà sempre scuola di cinema.Il suo ritorno celebrativo con appropriato evento dopo quarant'anni, da quel lontano 1977, vive nelle nostre sale una nuova e ancor più importante linfa vitale. 

Questa linfa è data dal processo della rimasterizzazione in 4K; questo tipo di processo è dovuto in quanto nuova frontiera del cinema digitale dove con lo stesso si ottiene la massima risoluzione possibile per quanto riguarda la qualità visiva ed espressiva delle immagini. Il termine 4K sta a indicare l'approssimazione dei pixel della risoluzione digitale in orizzontale di circa 4000 unità (4096x2168 nello specifico) da non confondere con il 4K del formato televisivo, che pur essendo di ottima qualità (3840x2168) non equipara la risoluzione cinematografica dove si possono avere delle dimensioni di base dello schermo in sala che vanno da un minimo di 3 metri fino ad un massimo di 10 metri. Il 4K infine supera di gran lunga la qualità della risoluzione digitale ancora oggi usata nella sale dove sullo schermo avremo un valore di 2048x1080 pixel. Tornando al film, Dario Argento con “Suspiria” passò dal thriller di pregevole manifattura con svariati elementi a tinte horror, alla concezione più assoluta della paura, attraverso un racconto di una raccapricciante fiaba nera fatta di magia, soprannaturale e male assoluto perpetuato da una potente strega: “Mater Sospiriorum” ovvero, la Madre dei Sospiri.

La maestosa pellicola tra l'altro è inaugurale di una importante e famosa “Trilogia delle streghe” ovvero: “Mater Sospiriorum, Mater Tenebrarum e Mater Lacrimorum” (Madre dei Sospiri, Madre delle Tenebre e Madre delle Lacrime nello specifico) che comprenderà oltre al nostro “Suspiria” altri due famosi sequel ossia: “Inferno” del 1980 e “La Terza Madre” del 2007. L'opera del maestro Argento parte comunque con un soggetto di stampo thriller con le solite tinte forti come il regista ci aveva abituato con i suoi gioielli precedenti (uno su tutti: “Profondo Rosso”) per poi virare, mano a mano che l'indagine della bravissima Jessica Harper (Susy Benner nel film) si sviluppa, in un continuo crescendo di reale paura si arriverà dunque, ad un finale maestoso intriso di angoscia, ansia, tensione e terrore in assoluta e definitiva chiave Horror d'alta scuola. Oltre alla Harper al film prendono parte con notevoli interpretazioni altri attori e attrici che vanno da una straordinaria Alida Valli, il sempre bravo Flavio Bucci, l'incommensurabile prova di Joan Bennet (madame Blanche nel film), l'esemplare Stefania Casini, la bella e sensuale Barbara Magnolfi ed un giovanissimo Miguel Bosè. “Suspiria” è un successo planetario da sempre ed è sicuramente uno dei capisaldi del genere horror e nel suo insieme rende omaggio al cinema grazie ad un lavoro di un accuratezza ricercata e sopraffina che rende merito alla Settima Arte nel montaggio come nella fotografia, nel soggetto come nella scenografia, nella colonna sonora come nella regia dell'Argento più “vivo” degno proseguitore di grandi predecessori che gli spianarono la strada come Riccardo Freda e Mario Bava. Accorrete al cinema siete ancora in tempo per un ultimo, dovuto Argentiano spavento.


 

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