Il progetto guidato da Richard von Kalmar, Clifford Cooper e Carly Graeme è per sua natura un'entità in continuo divenire. Rifiutando i confini rigidi di un singolo genere musicale, il collettivo concepisce la produzione come un laboratorio aperto, dove il debutto rappresenta solo la prima tessera di un mosaico sonoro molto più ampio e stratificato.
La flessibilità delle moderne tecnologie digitali si trasforma in studio in uno strumento di totale libertà espressiva, permettendo al produttore di destrutturare e ricomporre lo stesso brano sotto luci completamente diverse. Dal dinamismo delle versioni house alla rarefazione concettuale dell'ambient, la musica dei blantyre punta a evolversi verso territori sonori inesplorati, mantenendo però come punto fermo un'identità precisa: la ricerca di arrangiamenti complessi, sperimentali e di testi capaci di stimolare una profonda riflessione nell'ascoltatore.
Nelle risposte conclusive di questa intervista, Richard von Kalmar traccia la rotta delle prossime pubblicazioni, illustra la sua filosofia del "collage" in studio e condivide le speranze legate all'impatto che questo debutto avrà sul pubblico internazionale.
I materiali promozionali indicano che siete già al lavoro su nuovo materiale, comprese nuove interpretazioni di "Sooner or Later". Puoi anticiparci quali direzioni prenderanno queste nuove versioni o i prossimi brani originali?
Il mio approccio alla produzione musicale consiste nel trattare ogni traccia e ogni clip come parti di un collage. La tecnologia oggi a disposizione rende molto semplice produrre in questo modo, poiché è incredibilmente flessibile. Ad esempio, è facile cambiare il tempo di una clip senza modificarne la durata e senza subire alcun degrado nella qualità del suono. Questo mi ha permesso di sviluppare molteplici variazioni o interpretazioni della stessa canzone. Ho già prodotto una versione house di Sooner or Later, che ha un tempo di 118 BPM, e sto sperimentando una versione Ambient molto lenta e rarefatta della canzone, nella quale ho inserito anche degli spezzoni audio tratti da interviste a Marilyn Monroe.
Essendo un progetto che evita consapevolmente di aderire a un singolo genere, vedi i blantyre evolversi verso territori sonori completamente diversi nelle future pubblicazioni, come l'ambient puro o un pop più accelerato e uptempo?
Sì, lo penso, ma credo anche che il progetto debba rimanere radicato e che debba conservare una propria identità . Per me, questa identità si fonda su una musica che sia stimolante e interessante, caratterizzata da strutture ed elementi musicali, oltre che da testi, estremamente ponderati, che possiedano una complessità e una qualità sperimentale.
Ora che la vostra prima pubblicazione collettiva è ufficialmente fuori nel mondo, cosa speri che gli ascoltatori portino con sé da questa prima introduzione immersiva nell'universo creativo dei blantyre?
Spero che gli ascoltatori si divertano davvero nell'ascoltarla, che la musica riesca a incuriosirli e che i testi offrano spunti di profonda riflessione.

