Italy's Parliamentary Committee of Vigilance Disapproves Italian Public Tv CEO's Contradictions

pubblicato il 19/06/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
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Marco Zonetti
Fabrizio Salini, Ad Rai

"Il Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano è un bengodi di sprechi e privilegi", Italian Public Tv is a land of squandering and private privileges, declares Michele Anzaldi, Secretary of Italian Parliament's Committee of Vigilance for Telecommunications.

Rai Radiotelevisione Italiana, the Italian Public television funded by italian taxpayers' money, is now ruled by CEO Fabrizio Salini, nominated by Five Stars Movement aka as M5s, founded by comedian Beppe Grillo. M5s, which rules the Country since 2018, gained notoriety and eventually took office by comdemning political and private interferences into the governance of the public television. Easier said than done: Rai's CEO is subject to the M5s's approval and to the huge power of Tv agents and private content creations groups for television and multimedia platforms, like Banijay. 

Ironically, since M5s took office, the Italian Public Broadcasting Company has become, more than ever, the epitome of private interests. 

Italian Parliament's Committee of Vigilance for Telecommunications tried to stop the escalation by summoning Fabrizio Salini, who some months ago promised - to no avail - a major turn of the screw. Secretary Anzaldi pinpoints the behaviour of CEO Salini - who stalls, delays and buys time - as a "sheer mockery of the Parliament, of the Committee of Vigilance, and of the taxpayers". Anzaldi and his Committee now plan as a last resort to address the President of the Senate Maria Alberti Casellati and President of the Chamber of Deputies Roberto Fico, while Rai "5 stars-style"gets deeper and deeper in debt and loses tv ratings, investors and - most of all - its credibility.

"Il Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano è un bengodi di sprechi e privilegi", dichiara Michele Anzaldi, Segretario della Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai.

La Rai, sovvenzionata dal canone dei contribuenti, è al momento amministrata dall'Ad Fabrizio Salini, nominato dal Movimento Cinque Stelle fondato dal comico Beppe Grillo. Il M5s, che governa il Paese dal 2018, ha acquisito notorietà ed è infine salito al potere condannando le ingerenze politiche e private nella governance della televisione pubblica. Fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare: l'Ad Rai è completamente assoggettato all'approvazione del M5s e allo strapotere degli agenti televisivi e dei grandi gruppi di produzione audiovisiva, come la Banijay.

Per paradosso insomma, da quando il M5s si è insediato al Governo, la televisione pubblica italiana è divenuta più che mai emblema d'interessi privati. 

La Commissione di Vigilanza Rai ha cercato di fermare l'escalation convocando Fabrizio Salini, che qualche mese fa aveva promesso - invano - un rigoroso giro di vite. Il Segretario Anzaldi stigmatizza la condotta dell'Ad Salini - che tentenna, rinvia e prende tempo - come "una presa in giro del Parlamento, della Commissione di Vigilanza e dei contribuenti". Anzaldi e la Commissione adesso pensano, come ultima spiaggia, di rivolgersi ai Presidenti di Senato e Camera, mentre la Rai a 5 stelle s'indebita sempre più e perde progressivamente ascolti, investitori e - soprattutto - la sua credibilità. 

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