Mazzola presidente Auditorium? Anzaldi (Iv): "Ora dimissioni dalla Rai o danno erariale"

pubblicato il 09/06/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
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Marco Zonetti
Claudia Mazzola

Una nuova polemica professionale investe Claudia Mazzola, capo ufficio stampa della Rai nominata al momento dell'insediamento dell'attuale Amministratore Delegato Fabrizio Salini grazie al quale la giornalista in quota M5s - secondo Michele Anzaldi, Segretario della Vigilanza Rai -  compì "da redattore ordinario 3 scatti in 3 mesi: caposervizio, vice caporedattore, caporedattore ora a capo dell'ufficio stampa. Con stipendio da direttore? Triplo salto senza precedenti, neanche ai tempi della Rai di Berlusconi". All'epoca l'On. Anzaldi definì la nomina della Mazzola un "insulto ai dipendenti e dirigenti in attesa di promozione per meriti professionali e non per lottizzazione politica".

A due anni di distanza, è sempre Michele Anzaldi a sottolineare un caso che riguarda la Mazzola. Dichiara il Segretario della Vigilanza: "Se fosse confermata la nomina della capo ufficio stampa della Rai, Claudia Mazzola, a nuovo presidente della Fondazione 'Musica per Roma', che gestisce l’Auditorium della Capitale, è lecito attendersi già nelle prossime ore le immediate dimissioni dal ruolo che la giornalista ricopre in Rai. Dimissioni che sarebbero inevitabili e doverose, visto che un ruolo così impegnativo e di responsabilità quale è la guida dell’ufficio stampa della Rai è evidentemente incompatibile con qualsiasi altro impegno, a maggior ragione se delicato come la presidenza di un Cda. Qualora le dimissioni non dovessero arrivare, presenterò un esposto alla Corte dei Conti". 

"E’ stata la stessa Rai, rispondendo ad una mia interrogazione - prosegue Anzaldi - sull’incarico alla società esterna Mn Italia per gestire l’ufficio stampa di Sanremo (incarico poi revocato), a scrivere che l’ufficio stampa interno conta su risorse ritenute molto esigue per la mole di lavoro da sostenere, tanto che è inevitabile stipulare contratti anche con società esterne. Ecco cosa scriveva la Rai il 26 novembre 2019 nella risposta in commissione di Vigilanza: 'Giova segnalare che presso l'ufficio stampa Rai, al 25 novembre 2019, lavorano 15 giornalisti. Con tale organico l'ufficio stampa segue oltre ottanta trasmissioni. Undici canali tv e dodici canali radio, oltre alle attività corporate. Inoltre si contano, nel 2018, 10.000 comunicati stampa e 160 conferenze da aggiungere alla gestione del sito e dell’account twitter. È pertanto pressoché ineludibile, e in tutte le passate gestioni dell'Azienda vi si è fatto ricorso, l'ausilio di strutture esterne altamente specializzate, che insieme all'ufficio stampa contribuiscono alla comunicazione dei contenuti dell'Azienda'.

"Se le risorse interne dell’ufficio stampa Rai non bastano a seguire tutto" prosegue l'On. Anzaldi, "tanto da dover ricorrere all’ausilio di costose società esterne, come è pensabile che il capo ufficio stampa si occupi anche di un’istituzione impegnativa come l’Auditorium di Roma? Ci sarebbe materia per la Corte dei Conti per rischio danno erariale. A capo ufficio stampa della Rai serve un giornalista impegnato a tempo pieno".

Non c'è che dire, nella Rai ai tempi del grillino Salini (ricordiamo che alla Mn Italia di cui sopra lavorava il suo braccio destro Marcello Giannotti, ora capo comunicazione della Rai), piove sempre sul bagnato. 

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