Rai, l’indebitamento sale a 469,4 mln. Ed è mistero sulla dipartita dell’Ad Salini

Il bilancio 2019 a Viale Mazzini vede una posizione finanziaria netta in peggioramento rispetto al 2018. Ed è vero che l'Amministratore Delegato sta per andarsene?

pubblicato il 26/05/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
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Marco Zonetti
Fabrizio Salini, Ad Rai

Rai sempre più indebitata. Benché Viale Mazzini annunci di aver chiuso il bilancio del 2019 in pareggio, si assiste a una contrazione degli introiti pubblicitari e si evidenzia una posizione finanziaria negativa di 469.4 milioni di euro.

Secondo il comunicato ufficiale dell'azienda, la Rai vanta un risultato netto consolidato in pareggio, ma a fronte, come già sottolineato, di una posizione finanziaria netta in peggioramento rispetto all’esercizio precedente benché attestata su livelli di sostenibilità“, secondo una formula che vuol dire tutto e niente.

La Rai sottolinea quindi un aumento complessivo dei ricavi nell’ordine dei 78 milioni di euro, malgrado la suddetta riduzione delle entrate pubblicitarie. I costi esterni hanno dal canto loro subìto un incremento dovuto al "rafforzamento dell’offerta" e all'accresciuto impegno nel miglioramento della piattaforma digitale ufficiale. Lievitano anche i costi per il personale, in un'ottica di estensive spese dovute alla "implementazione del Piano industriale". Piano Industriale a tutti gli effetti ufficialmente bloccato fino a fine 2020 per l'emergenza Coronavirus, ma a conti fatti ufficiosamente tramontato per sempre. Spese a fondo perduto, dunque? Va a saperlo. 

La fine del piano industriale sarebbe testimoniata anche dalle sempre più incessanti voci di una imminente dipartita dell'Amministratore Delegato Fabrizio Salini, che qualcuno vede in partenza per i lidi di Netflix, voci che tuttavia egli non smentisce né conferma malgrado ormai siano veicolate da autorevoli organi di stampa. Un silenzio, quello di Salini, del tutto sgradito a Viale Mazzini. Come, giustamente a nostro avviso, leggiamo su Bloggorai, sito che più di ogni altro è la cartina al tornasole degli umori interni all'azienda del Servizio Pubblico Radiotelevisivo: o l'Ad "smentisce tutto subito e giura fedeltà con il sangue alla Repubblica di Viale Mazzini fino alla scadenza del suo mandato e quindi restituisce, per quanto possibile, sicurezza e fiducia ad un ambiente che già di suo tanto felice non appare. Oppure, sia gentile e nell’interesse dell’Azienda, si faccia da parte subito, il prima possibile. Nel mezzo, significa solo rimanere nell’incertezza, ambiguità e incapacità a decidere che non può generare che altri danni". 

Interpellato dall'Ansa al riguardo, l'Ad così risposto: "Le voci sul mio futuro sono solo voci. Stiamo lavorando alle nuove offerte editoriali dell'estate e dell'autunno, della tv, della radio e di RAI Play. Continuiamo a impegnarci per la sicurezza dei lavoratori. Abbiamo approvato il bilancio 2019 e dobbiamo concentrarci sulla nuova proposta culturale e scolastica. Abbiamo ancora molto da fare. Siamo e sono al lavoro, come sempre''. A tutti gli effetti, una non risposta che non soffoca i sospetti e che bensì li rafforza... 

 

 

 

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