Nomine Rai, Anzaldi: "Il Conte bis vuol confermare la vergognosa lottizzazione del Governo Lega-M5s"

Il Segretario della Vigilanza: "Nell'informazione del Servizio Pubblico continuerebbe a comandare Salvini. Se questa è la nuova Rai, meglio la privatizzazione immediata"

pubblicato il 14/05/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
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Marco Zonetti

Nell'incantamento che ha avvolto la Rai sospendendola all'agosto 2019 quando il M5s governava con la Lega, dimenticando che da ben nove mesi i grillini sono alleati del Pd e il Carroccio è all'opposizione, ecco che arrivano puntuali come un mal di pancia dopo un'indigestione le notizie di nuove nomine Rai, questa volta relative all'Informazione, dopo i vari stop dovuti alle faide politiche e in seconda analisi all'emergenza Coronavirus (giunto tempestivamente a salvare posizioni apicali traballanti, ma questa è un'altra storia). 

Come per i palinsesti estivi dell'Ammiraglia Rai, nei quali si ripropongono i nomi cari alla gestione precedente, anche per quanto riguarda la nuova tornata di annunciate cariche direttive si ripresentano personaggi già indicati nel pregresso assetto di Governo (quello uscito dalle politiche 2018, per la precisione), salvo qualche eccezione. La Lega risulterebbe ancora egemone a Viale Mazzini, il M5s aggrappato a qualsiasi scampolo di potere pur di mantenere i propri privilegi in Rai, il Pd e Italia Viva costretti ad accontentarsi di briciole. 

Il Segretario della Vigilanza Rai Michele Anzaldi (Iv) commenta duramente sulla sua pagina Facebook le indiscrezioni al riguardo, definendo il tutto un "incredibile paradosso" secondo il quale  "invece di spazzare via la vergognosa lottizzazione del Conte 1, il Conte 2 vorrebbe addirittura confermarla".  Scrive l'On. Anzaldi: "Nell’informazione del servizio pubblico continuerebbe a comandare Salvini, continuerebbe la disinformazione dei telegiornali, continuerebbero le violazioni già duramente sanzionate dall’Agcom, continuerebbe la propaganda politica di epoca gialloverde. Sarebbe davvero indecente. Davvero il ministro Gualtieri, il segretario Pd Zingaretti, il presidente della Camera Fico, Beppe Grillo vogliono avallare una situazione del genere?".

E ancora: "Ci sono decine e decine di episodi di violazioni del pluralismo che riguardano i direttori che verrebbero confermati, ad esempio Tg1 e Tg2. A chi è interessato posso fornire una lunga lista, anche oltre le tante violazioni sanzionate dall’Agcom con una multa che non ha precedenti nella storia della Rai. I direttori che si sono macchiati di veri e propri episodi di propaganda politica, di palesi errori, di violazioni della deontologia giornalistica (come essere entrati con le telecamere dentro la stanza di interrogatorio di due privati cittadini come i genitori di Matteo Renzi di fronte ai magistrati), di infrazioni e distorsioni imbarazzanti sia nella qualità dell’informazione che nella quantità dei tempi assegnati alle forze politiche, verrebbero lasciati al loro posto, mentre chi non ha ricevuto multe e nemmeno critiche verrebbe rimosso".

Michele Anzaldi fa poi riferimento al caso di Teresa De Santis, ex direttrice di Rai1 "spodestata" da Stefano Coletta il 14 gennaio 2019, e ora indicata per la presidenza di RaiCom. Secondo il Segretario della Vigilanza Rai, ella: "non soltanto ha teorizzato di considerare suo azionista il Governo Lega-M5s, ma ha anche praticato questa teoria con assunzioni esterne come quella del biografo di Salvini (Roberto Poletti, attualmente alle redini di UnoMattinandr). Se questa è la “nuova” Rai del Governo Pd-M5s, meglio la privatizzazione immediata, così lo Stato smetterà almeno di far pagare questa vergogna ai cittadini". 

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