Rai, Coronavirus e faide politiche ammazzano i programmi Tv prossimi venturi: scarse idee, vecchie glorie, minestre riscaldate

L'emergenza Covid-19 mette in difficoltà la prossima stagione televisiva e a Viale Mazzini, regno della Lega, si punta sull'operazione "riciclo"

pubblicato il 01/05/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
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Marco Zonetti

Se l'Italia si appresta timidamente ad affrontare una Fase 2, la Rai è a tutti gli effetti rimasta al maggio 2019. Sospesa nel tempo come vittima dell'incantesimo della Bella Addormentata ma senza almeno il fascino di una Malefica a perpetrarlo, la Tv pubblica affronta la prossima stagione televisiva - complicata dall'emergenza coronavirus e dal permanente "distanziamento sociale" - partendo dallo stesso assetto uscito dalle ultime elezioni europee: con la Lega egemone, il M5s sotto schiaffo e il Pd in crescita ma incapace di far valere le proprie posizioni. Peccato che, nel Paese, quell'assetto sia stato ormai superato dagli eventi e veda la Lega in calo e all'Opposizione, M5s e Pd uniti al Governo e la presenza di un partito renziano in grado di reggere numericamente le sorti della Maggioranza nelle aule parlamentari. Questa realtà vigente in Italia dall'agosto 2019 a Viale Mazzini non esiste. Il Carroccio regna ancora sovrano, il Pd non tocca palla, i renziani cercano in qualche modo di opporre resistenza per quel che possono, il M5s è ancora schierato con i leghisti anziché con i nuovi alleati di Governo. 

Tutto questo si riverbera ovviamente anche sulla pianificazione dei palinsesti televisivi per la prossima stagione, che vedrà - con la scusa della pandemia - la riconferma dello status quo, a parte qualche variazione. In generale, laddove non si potranno mantenere le cose come stanno, si ricorrerà a una facile operazione "riciclo", con il recupero di vecchie glorie quali Antonella Clerici e Raffaella Carrà su Rai1 e Renzo ArboreMaurizio Costanzo (alla faccia della rete giovane!) e - per quanto riguarda l'informazione - Gerardo Greco; mentre su Rai3 si parla di tornare a puntare sull'approfondimento per ovviare a una preoccupante morìa di ascolti dopo l'avvicendamento alla direzione tra Stefano Coletta (approdato all'Ammiraglia) e Silvia Calandrelli.

Gli ascolti non entusiasmanti di certi personaggi e programmi non sembrano preoccupare i vertici visto che, oltre a Gerardo Greco reduce dalla sfortunata esperienza su Rete4, si vocifera di riconferme di Pierluigi Diaco (quota Fratelli d'Italia), e di Annalisa Bruchi (quota Centrodestra) addirittura in un programma di prima serata dopo il flop di Kronos nel 2018 e i non certo esaltanti risultati di Povera Patria, poi soprannominato Patriae. La Bruchi è anche fresca di nomina a responsabile del Prix Italia, decisione avvenuta per diretta emanazione dal Presidente Rai Marcello Foa, e oggetto di scalpore fra i tanti giornalisti interni all'azienda scavalcati da un'esterna. Meno fortunata della Bruchi sembrerebbe essere Lorella Cuccarini, che potrebbe lasciare le redini della Vita in Diretta, invisa al co-conduttore Alberto Matano, dal canto suo riconfermatissimo e pronto ad accogliere l'ex collega Serena Bortone, che - come lui amica di Stefano Coletta - potrebbe lasciare Agorà per approdare al contenitore del pomeriggio di Rai1. 

A parte i personaggi, sempre quelli, le reti Rai - travolte da un presente difficile e da un incerto futuro - sembrano costrette a rifugiarsi nel passato (vedi anche il possibile riapprodo di Monica Maggioni su Rai3), puntando quasi tutto sulle teche e sul repertorio storico. Da qui le operazioni Costanzo e Arbore su Rai2, e il varo di un nuovo programma di Carlo Conti, Top Ten, che andrà a sostituire Ballando con le Stelle rinviato a chissà quando causa Coronavirus. Senz'altro, a "conti" fatti, comunque sarà la nostra quotidianità, ci aspetta una stagione televisiva Rai fatta di scarse idee e di minestre riscaldate, e di tante (vecchie) maschere e pochissimi (nuovi) volti, per parafrasare Luigi Pirandello. Un pianto, insomma. 

 

 

 

 

 

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