Scegliere la vita come atto supremo di rivalsa e affermazione di sé: è questo il cuore pulsante di “Mi vendicherò: Vivrò”, la nuova silloge firmata da Caroline Rieder. Un’opera intensa e profonda che dimostra come anche un’esistenza segnata da tormenti possa tramutarsi in un inno alla resilienza. Il titolo dell’opera - pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore e disponibile anche nella versione e-book - racchiude la cifra stilistica ed esistenziale dell’intera raccolta: la sola e vera “vendetta” risiede sempre nella scelta consapevole di vivere, rispettando e valorizzando il tempo che ci viene concesso. Mettendo a nudo i sentimenti più profondi, l’autrice affronta un viaggio catartico in cui il dolore si trasforma nella ricerca della serenità, offrendo spunti di riflessione nei quali ogni lettore può riconoscersi. «Per me la poesia - confessa l’autrice, nata a Parigi ma che vive a Pomezia (Roma) - è entrare in un altro mondo».
La dimensione della silloge travalica i confini linguistici e culturali. Accanto alla lingua madre dell’autrice, il francese, le poesie si articolano in un intreccio di altre lingue: l’inglese, il giapponese, il tedesco e lo spagnolo, con la loro traduzione in italiano. Questa scelta espressiva riflette la dedizione di Caroline - traduttrice e interprete di professione - verso le culture del mondo e la sua visione della poesia intesa come una soglia per accedere a una nuova dimensione. «Affrontare il nuovo giorno in cerca di stupori e nuove consapevolezze - scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore - è un atto preciso che l’autrice si impone in queste pagine, una promessa che fa a sé stessa e agli accadimenti che ha vissuto: vivere è la risposta migliore a qualunque domanda che ricerca il senso della nostra esistenza».
L’opera sarà in esposizione al prossimo Salone Internazionale del Libro di Torino, previsto per maggio 2027, negli spazi Aletti Editore. «Al lettore - conclude la poetessa - posso solo dire di non lasciarsi sopraffare dal dolore vivendo quel che può essere bello nel presente».

