Gradito ritorno di Giulio Tiburzi: dopo Una vita di inganni, l'autore Maurizio Mos firma il secondo capitolo della serie dedicata alle indagini del vice questore allergico a gerarchie e compromessi, ambientandola in un luogo di fantasia della Bassa Padana, in "una piccola città di provincia dove non succede niente, ma sottotraccia, negli angoli bui, tutti cercano di farsi i loro affari. Non sempre leciti".
La prosa di Mos è molto attenta alle ambientazioni e agli stati d'animo del protagonista, Tiburzi, che, a sua volta, cerca di conoscere il più a fondo possibile i potenziali sospettati, scavando nelle loro vite per indagarne i possibili moventi.
Ciò che colpisce di questo funzionario della Polizia di Stato è la capacità di non condannare moralmente sempre e in ogni caso chi infrange la legge, ma, dove possibile, di capirne le ragioni. In più, la nostalgia per i tempi e i luoghi della sua infanzia, anche se a volte si presta a digressioni corpose, accentua la dimensione umana del personaggio. L'amore per l'arte e la raffinatezza nel vestire fanno di lui un gentiluomo d'altri tempi; la sagacia e l'ironia lo rendono rispettivamente imbattibile nel suo lavoro e gradevole sotto il profilo umano.
Città di Borghetto è essa stessa uno dei personaggi principali: con la sua nebbia, oltre che reale metaforica, copre tutto, nascondendo i segreti dei suoi abitanti e, soprattutto, degli appartenenti a classi sociali più elevate, che hanno come unico scopo quello di apparire, celando dietro una facciata di successo e perbenismo, debiti, vizi, speculazioni e illegalità .
La trama è complessa, ma senza esagerazioni: le indagini condotte da Tiburzi sono fatte di tanti ingegnosi tasselli che hanno come perni i magheggi degli esponenti della "Borghetto bene" e si incastrano a mano a mano che la narrazione procede, dando vita a un quadro sempre più coinvolgente.
Un romanzo, questo, che al di là dell'aspetto formale, non impeccabile (è mancata una vera correzione di bozze), piacerà soprattutto a chi ama i polizieschi dalla vena descrittiva.
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LA TRAMA
Nella quiete avvolta dalla nebbia di Città di Borghetto, l'omicidio di un'affascinante donna scuote le fondamenta di una rispettabile comunità . Il vicequestore Tiburzi, poliziotto di vecchia scuola, intuisce presto che dietro la facciata di una morte violenta si cela un torbido intreccio di ricatti e speculazioni. Mentre i potenti locali tentano di insabbiare la verità , Tiburzi solleva un vaso di Pandora che minaccia di travolgere tutti. Sotto lo sguardo della nebbia, ogni segreto ha un prezzo e nessuno è davvero al sicuro.
L'AUTORE
Maurizio Mos, pseudonimo di Maurizio Figone, nasce a La Spezia nel novembre del 1951. È in pensione all’incirca dal 2013 e si è appassionato alla scrittura di gialli, di cui è autore prolifico.
Ama la campagna, dove si rifugia nella vecchia casa di famiglia nei fine settimana, gli animali, i gatti in particolare, si dedica alla fotografia, a lunghe passeggiate.
Tra gli autori di gialli (da cui cerca di prendere esempio) pone sopra a tutti: Olivieri, Simenon, Ross MacDonald, Donald Westlake, Chandler. Per l’eleganza Rex Stout (con qualche ombra) e S.S. Van Dine. Suoi libri preferiti Il Gattopardo, Il deserto dei Tartari, le opere di Maugham, Steinbeck… e moltissimi, centinaia di altri.

