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Joshua Sinclair presenta il romanzo “Cross River People”

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Joshua Sinclair - “Cross River People”

 

Selvatiche Edizioni presenta l’edizione italiana del nuovo romanzo di Joshua Sinclair, con una traduzione a cura di Chiara Brovelli. Lo scrittore italo-americano, rinomato regista, sceneggiatore e attore, racconta una storia ambientata nel cuore dell’Africa Occidentale a cavallo tra Ottocento e Novecento, e incentrata sulle contraddizioni dell’imperialismo britannico. Una narrazione potente ed evocativa in cui, tra spietati colonialisti e compassionevoli missionari, si mette in scena la collisione tra la presunta superiorità della civiltà europea e una verità umana più profonda, che sfugge a ogni pretesa di dominio.

 

Casa Editrice: Selvatiche Edizioni - Seed

Collana: Fameliche

Genere: Narrativa storica e sociale

Pagine: 448                                                            

Prezzo: 22,00 €

Codice ISBN: 979-1281923195

 

«Eravamo pieni del nostro orgoglio europeo, l’orgoglio della Grande Razza bianca, che turbinava e cresceva dentro di noi, creando un labirinto folle di progetti, speranze, imprese; i lupi conquistatori mascherati da pecorelle compassionevoli»

 

“Cross River People” di Joshua Sinclair è un romanzo storico che conduce il lettore in un intenso e drammatico viaggio nell’Africa coloniale; al centro della vicenda si trova la missione di Tada Kupela, un remoto rifugio per lebbrosi ai piedi del vulcano Manengouba e affacciato sulle acque del Cross River. La lebbra, oltre ad essere una malattia del corpo, diviene in quest’opera anche una metafora dell’esclusione, della paura dell’altro e delle ferite morali che gli imperialisti infliggono agli indigeni, privati tanto della salute quanto della dignità e del diritto all’appartenenza. L’autore sviluppa così una riflessione sul significato della missione religiosa, e sul sottile confine che separa l’aiuto disinteressato dalla presunzione di superiorità culturale.

È a Tada Kupela che, nel 1928, l’anziano ed eroico medico Francis James Conrad – animato dal «bisogno di scaricare l’anima in una confessione» – ripercorre in un memoir la propria esistenza e quella delle persone che hanno segnato la sua vita; attraverso i suoi ricordi, emerge prepotentemente la figura di Emma Elizabeth Stanford, il cuore pulsante della narrazione: una donna di straordinaria forza morale e intellettuale, il cui spirito compassionevole plasmerà il destino di molti. 

Joshua Sinclair evoca l’ombra lunga e minacciosa dell’espansione coloniale britannica sull’Africa Occidentale, e della conversione forzata delle popolazioni autoctone; attraverso personaggi chiaroscurali come il marito di Emma – il Viceammiraglio per gli Affari Coloniali Richard T. Winwoode – si racconta la progressiva presa di consapevolezza di una generazione cresciuta all’interno delle certezze e della superbia dell’imperialismo inglese, e costretta a confrontarsi con le crepe di quel sistema. Emma, in particolare, incarnerà il travaglio di una coscienza che scopre le profonde e crudeli contraddizioni dei valori con cui è cresciuta.

Con una scrittura ricca di suggestioni visive e una grande attenzione per il dettaglio storico, si restituisce al lettore la maestosità primitiva dei paesaggi nigeriani, la complessità delle relazioni tra colonizzatori e nativi e il fascino di un continente descritto come luogo di incontro, scontro e trasformazione. “Cross River People” è un’opera ambiziosa, firmata da un autore che unisce l’esperienza del narratore, del medico e del teologo; è un romanzo che richiama un’epoca di forti contrasti per raccontare, in ultima analisi, il difficile cammino verso la comprensione dell’altro e di sé stessi.

 

SINOSSI DELL’OPERA. 1895: Emma Elizabeth Stanford, figlia di un noto reverendo anglicano, cresce in India, dove la madre muore assistendo poveri e malati, lasciandole in eredità profonde convinzioni cristiane. Sposa Richard, funzionario dell’Ufficio Coloniale di Londra, che accetta l’incarico di rappresentante economico nella colonia nigeriana, e insieme partono per l’Africa Occidentale. Qui Emma si confronta presto con la violenza del dominio imperialista, a cui il marito aderisce con convinzione. Sulle sponde del Cross River, la popolazione locale affronta malattia, guerra e la negazione della libertà, rivelando la fragilità della condizione umana. La tensione tra colonizzatori e colonizzati cresce quando Re Gaze Fulani, sovrano nativo educato in Inghilterra, si oppone alle tasse imposte alla colonia; Richard risponde facendo intervenire le truppe contro il popolo. I tumulti degenerano rapidamente in violenze sempre più gravi.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Joshua Sinclair (New York City, 1953) è un attore, sceneggiatore, regista e scrittore, conosciuto in tutto il mondo per il romanzo “Shaka Zulu” (1a ed. 1988), da cui è stato tratto l’omonimo film da lui scritto e diretto. È altresì un teologo e medico specializzato in malattie tropicali, e collabora spesso con Medici senza Frontiere. Ha vissuto l’Età d’oro del cinema, un periodo che lui stesso descrive come «impavido»; quando era ancora studente di medicina ha cominciato a recitare in piccoli ruoli in pellicole di maestri della settima arte come Vittorio De Sica, Roberto Rossellini e Joseph Losey, per poi addentrarsi sempre di più in quel mondo e firmare sceneggiature per film come “Gigolò” di David Hemmings (1978) e “Lili Marleen” di Rainer W. Fassbinder (1980), e dirigendo pellicole come “Jump!” (2007), con Patrick Swayze, e “A Rose in Winter” (2018).

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