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“Frammenti dell’anima nello spazio del tempo”. Poesia e arte verso un Nuovo Umanesimo

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C’è una visione del tempo inteso non come linearità, ma come stratificazione di esperienze e percezioni al centro di “Frammenti dell’anima nello spazio del tempo”, la nuova raccolta firmata da Rosalba Mura, edita da Aletti nella collana “I Diamanti della Poesia” e disponibile anche nella versione e-book. Un’opera capace di tradurre la riflessione intima in un’etica universale e condivisa. «Ogni poesia - racconta l’autrice, originaria di Barumini ma che vive a Olbia (Sassari), dove lavora come docente di materie artistiche - rappresenta un frammento, l’essenza di un preciso istante sospeso tra spazio e interiorità». 

«Il titolo non è un’etichetta - scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore -, “frammenti” è davvero la forma del libro, composto da testi brevi che sembrano appunti di un viaggio interiore, spesso datati, e attraversati dall’ossessione gentile per ciò che scorre e ciò che resta». L’elemento di assoluta originalità risiede nel legame indissolubile con il percorso artistico dell’autrice. Per Rosalba Mura, infatti, sia la scrittura che l’indagine sulla tela rispondono alla medesima urgenza espressiva: laddove ogni sua opera pittorica racchiude un microcosmo sensoriale fatto di materia e colore, la parola poetica si focalizza sulla memoria per decifrare e interpretare le complessità del presente. Nel cuore di questa doppia ricerca, l’artista colloca i concetti cardine di spazio e tempo, indagati attraverso la lente teorica e visiva di quello che lei stessa definisce “Spazialismo Quantico”: «Se dovessi racchiudere in tre parole l’essenza di questo libro, direi: testimonianza, traccia e riflessione». Il testo diventa, così, il diario di bordo di un viaggio interiore, in cui l’obiettivo ultimo diventa la traccia per un “Nuovo Umanesimo”, un richiamo urgente a rimettere l’essere umano in un profondo e ritrovato equilibrio con il pianeta, esplorando il concetto di multiverso, le stratificazioni del tempo fisico e dell’esistenza, la spiritualità. 

Nei versi, il passato, incluse le sue ferite, è una forza viva che plasma il presente. «La memoria non deve essere una trappola, ma una rampa di lancio. La poesia diventa lo strumento per decifrare chi siamo e, soprattutto, per comprendere verso quale altrove stiamo andando». In questo processo, un ruolo fondamentale è affidato al silenzio, che per l’autrice rappresenta il momento prima della creazione, l’istante in cui il concepito si manifesta. «È un attimo sacro dove tutto è possibile; spetta a noi, con le nostre scelte e le nostre parole, dare forma e materia al pensiero che verrà». Attraverso un linguaggio minimale, dove la parola si fa architettura pulita ed essenziale, Rosalba Mura accoglie le fragilità dell’anima e le tensioni dell’uomo moderno. «La mia opera - afferma - risponde a questa crisi cercando di recuperare l’interiorità e i valori umani, proponendo una visione dell’esistenza fatta di infiniti spazi quantici, capaci di contrastare la perdita di senso della società contemporanea». 

La silloge - esposta anche negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 - non vuole offrire risposte, ma attivare un’interazione profonda, intima e silenziosa con il lettore, seminando dubbi fecondi e accendendo una nuova, necessaria curiosità sullo spazio che abitiamo e sul tempo che siamo. «Il fine ultimo - conclude l’autrice - è riscoprire l’essenza della vita e riannodare quel filo invisibile che ci unisce, riconnettendoci alla nostra umanità più profonda».

 

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