In un’epoca dominata dalla frenesia e da uno sguardo che scivola distratto sulle cose, il poeta Denis Conti torna in libreria con “Vi presto i miei occhi”, la seconda tappa della sua intensa trilogia interiore. Con questa opera - pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore - l’autore prosegue il suo viaggio verso la consapevolezza, offrendo al lettore non una semplice raccolta di versi, ma un vero e proprio album di fotografie dell’anima. «Il percorso - spiega Conti, che si divide tra Ceggia e Mestre (Venezia) - parte dal riconoscimento degli abissi interiori, per arrivare con questo libro alla consapevolezza e ad uno sguardo più profondo delle cose, e poi finire nelle reazioni e nella positività».
La silloge nasce da una vocazione antica, che affonda le radici tra i banchi di scuola, quando un giovane Denis fu soprannominato “il poeta” per la sua capacità di dare voce al vuoto interiore: «Sono passati tanti anni e solo nel 2024 ho capito l’urgenza dentro di me di scrivere una silloge da pubblicare. Una sorta di missione da condividere per aiutare altri o per donare quell’entusiasmo o quella luce che vidi negli occhi di quel professore, tanti anni fa». Oggi, quella sensibilità si evolve in un invito alla gentilezza. Attraverso un linguaggio che ricorda il dinamismo di un cortometraggio, Conti cattura la bellezza delle piccole cose, trasformando il quotidiano in una rivelazione. «È una poesia che chiede di guardare meglio e oltre - scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore - e questo richiede il tempo della riflessione consapevole. La raccolta attraversa temi universali come l’amore, la memoria, la natura, il viaggio, il legame con la terra d’origine e la fragilità umana».
La poetica di Denis Conti è un atto di generosità che vuole riconnettere l’essere umano alla propria sensibilità, trasformando il dolore in visione e la velocità in contemplazione. «La parola è una risorsa, uno sguardo più profondo, un pensiero che dà un’altra prospettiva. Per certi versi, può farci sentire capiti in esperienze simili vissute, o essere motivazionale, cioè fare riflettere per poi agire. La parola è potente, i versi ci danno immagini, che sono quel che resta di più nella nostra mente». L’opera funge da ponte verso il capitolo conclusivo della trilogia, con una voce capace di rallentare il battito del tempo per far risuonare quello del cuore. Un libro necessario per chiunque cerchi un rifugio di senso nel caos della velocità. «Al lettore vorrei trasmettere la voglia di riscoprire cose, di provare ancora incanto e di rallentare i ritmi frenetici per godersi le cose in maniera più gentile e più profonda».
“Vi presto i miei occhi”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «È una grande soddisfazione. Mi sento un “comunicatore” attraverso la mia poetica. Significa sentirmi parte attiva in mezzo al mondo; un viaggio che arricchisce la mia vita».

