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“Peregrinatio Academica Clerici Vagantes”. Il cammino dell’amanuense come rivoluzione della lentezza

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E’ fresca di stampa la nuova fatica letteraria di Sergio Benedetto Sabetta, autore già noto nella community Aletti Editore Aletti Editore, che firma “Peregrinatio Academica Clerici Vagantes”, un’opera che fonde lirismo e saggezza, celebrando il compito vitale dei copisti medievali, custodi silenziosi che hanno permesso al pensiero classico di giungere fino a noi. «Ho iniziato a lavorare in Lunigiana negli anni ottanta del Novecento - racconta l’autore genovese, funzionario della Corte dei Conti, Cancelliere, Magistrato Onorario e docente universitario - lontano dai grandi flussi turistici. I miei interessi storico-letterari dopo gli studi universitari di Giurisprudenza si sono ravvivati, incarnandoli non nell’aspetto strettamente burocratico delle Istituzioni universitarie, ma nel peregrinare del clero minore da una scuola all’altra, seguendo l’ispirazione e la fortuna nei lunghi perigliosi viaggi».

L’opera - pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” e disponibile anche in e-book - si configura come un’immersione in paesaggi primordiali e onirici, seguendo le orme dei viandanti che, mossi da un’incrollabile devozione, risalgono la Via Francigena. «La natura - afferma l’autore - è lo specchio dell’anima in cui immergo i pensieri». Lungo sentieri impervi, il contrasto tra il fasto delle dimore aristocratiche (popolate da cavalieri e mercanti) e l’umiltà dei ricoveri monastici scandisce il ritmo della narrazione. «Sabetta - scrive, nella Prefazione, il professor Hafez Haidar, accademico e scrittore pluricandidato al Premio Nobel - riesce a trasmettere al lettore un prezioso patrimonio culturale, senza dimenticarsi di farci navigare nella realtà quotidiana».

L’autore ci regala un’esplorazione profonda dell’animo umano, una riflessione sulle pulsioni che guidano la nostra esistenza. È un invito a riscoprire la lentezza come strumento di indagine interiore, un cammino che si snoda al di fuori della frenesia contemporanea per scrutare il senso ultimo del nostro agire. «In questo iper-tecnologismo dove solo il risultato immediato dell’efficienza è apprezzato, il fermarsi e riflettere in sé, avere coscienza del perché delle azioni diventa atto rivoluzionario anche se talvolta doloroso. La classicità aiuta, con i suoi miti, nella ricerca, definendo virtù, violenza e passione nella personificazione degli Dei, mentre la scrittura fissa il pensiero e lo matura». L’autore utilizza la figura dell’amanuense non solo come riferimento storico, ma come un potente simbolo di resistenza spirituale e intellettuale. «E’ la pazienza dell’amanuense che raffina il pensiero e lo corregge durante la stesura; la lentezza permette il tempo della riflessione dell’amore estetico, cosa che attualmente viene a mancare».

“Peregrinatio Academica Clerici Vagantes” sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «Significa partecipare ad un evento che risolleva l'importanza della carta scritta e del tempo che richiede e arricchisce - commenta il professor Sabetta -. Al lettore vorrei trasmettere il solco del campo dove fare germogliare altri pensieri, lontano dalla schiacciante quotidianità; un’area sospesa nel vuoto dove adagiarsi e riflettere».

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