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"Dove nascono i silenzi" è il nuovo romanzo di Claudia Conte

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Dal 2 marzo arriva in libreria e online “Dove nascono i silenzi”, il nuovo romanzo di Claudia Conte, pubblicato da Fall in Love. Un’opera intensa e necessaria che attraversa le pieghe più delicate della vita familiare, mettendo al centro le dinamiche invisibili che alimentano violenza, dipendenza e fragilità emotive.

In Italia, nel 2025, sono stati registrati 97 femminicidi: 85 in ambito familiare e 62 commessi da partner o ex partner. Numeri che restituiscono la drammaticità di un fenomeno che spesso nasce e si sviluppa dentro le mura domestiche. Non si tratta solo di episodi estremi, ma di un processo lento e progressivo fatto di microviolenze, umiliazioni quotidiane, controllo psicologico ed economico. Non è un caso che soltanto il 58% delle donne disponga di un conto corrente personale: l’autonomia finanziaria, ancora oggi, rappresenta un confine fragile tra libertà e dipendenza.

Parallelamente, il romanzo si intreccia con un’altra emergenza sociale: il disagio giovanile. Secondo Telefono Azzurro, si contano 181 casi di bullismo e 24 di cyberbullismo, mentre oltre due ragazzi su tre tra gli 11 e i 19 anni dichiarano di aver subito almeno un episodio offensivo o violento. Dati che raccontano un’infanzia e un’adolescenza sempre più esposte a pressioni e solitudini, spesso generate o amplificate da conflitti familiari mai risolti.

Al centro della narrazione c’è una famiglia che potrebbe essere qualunque. Carmela, madre amorevole ma abituata a sacrificare sé stessa; Salvatore, padre autoritario convinto di agire per il bene dei suoi cari; Eugenio e Iside, figli che crescono imparando a misurare le parole e a nascondere le emozioni.

Un evento improvviso incrina l’equilibrio apparente e costringe tutti a fare i conti con verità rimaste troppo a lungo sommerse. In questa frattura si rivela il senso profondo del romanzo: la violenza non esplode all’improvviso, ma si insinua lentamente, normalizzandosi nel quotidiano. E i silenzi degli adulti diventano l’eco che accompagna le paure dei più giovani.

Claudia Conte costruisce una trama emotivamente potente, capace di trasformare una vicenda privata in uno specchio collettivo. La famiglia narrata non è un’eccezione, ma un simbolo di quelle realtà in cui il dialogo si interrompe e l’autorità si trasforma in controllo.

Ad arricchire il volume, la prefazione di Maurizio Belpietro, direttore de La Verità, e il contributo di Antonio Di Donna, presidente della Conferenza Episcopale Campana. Un dialogo tra cultura, informazione e responsabilità educativa che rafforza il valore sociale dell’opera.

Il libro è realizzato con il patrocinio dell’Osservatorio Nazionale su Bullismo e disagio giovanile, di Federformazione e in collaborazione con il Centro Ricerche Etnoantropologiche CREA, a conferma di un progetto editoriale che coniuga sensibilità narrativa e attenzione pedagogica.

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