A tu per tu con Matteo Carreri, l’Wine Ambassador più amato della tv italiana

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 13/11/2020 in Italia da Redazione
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Redazione

Sei un esperto di vini e beverage di eccellenza, come nasce la tua passione?

La mia passione nasce oltre 30 anni fa, quando ero studente universitario ed ho frequentato i corsi da sommelier. Da quel momento è stato un amore a prima vista, ho iniziato a coltivare la mia passione facendo la tesi universitaria sul vino e poi via con tutti i corsi possibili, dai distillati, all’olio, aceto... Mi sono sempre appassionato ai territori e alle loro peculiarità per poi scoprire che dietro una bottiglia c’è l’espressione di un territorio ma soprattutto la storia di una famiglia spesso di diverse generazioni.

 

In cosa consiste nello specifico la tua professione?

Mi piace esser definito come un “selezionatore” giro costantemente l’Italia alla ricerca di quelle piccole eccellenze non conosciute per offrire alla nostra clientela pura emozione.

I clienti che si rivolgono a noi sono ristoranti, alberghi enoteche che vogliono proporre la differenza, prodotti esclusivi che non si trovano sugli scaffali dei supermercati ma soprattutto storie interessanti da raccontare. Il vino si propone e si vende trasmettendo emozioni.

Il ns compito è fare un’accurata ricerca e proporre la carta giusta in base all’esigenza del cliente con l’obiettivo di esaltare la loro cucina. Il nostro lavoro non è finalizzato alla vendita ma una vera consulenza, formazione del personale di sala con corsi, schede tecniche, studio della carta dei vini per contenuti e grafica ma soprattutto seguire il cliente anche durante il servizio. Una ns squadra di sommelier affianca il personale di sala durante il servizio per proporre al meglio il vino.

 

Ma tu oltre al vino proponi anche altri prodotti?

La passione nasce dal vino ma poi si è evoluta con tutto ciò che bello ed elegante di fluido da mettere sulla tavola. Dunque carta degli oli, aceti e perché no l’acqua. L’acqua giusta su una tavola fa la differenza perché  ci prepara il palato per la degustazione successiva. A questo punto non poteva mancare anche selezioni di  caffè, il profumo e l’aroma del caffè è quello più persistente che ci rimane dopo un pasto

 

Tante le esperienze televisive, in onda questa stagione con Chef in Campo tutti i lunedì in prima serata su SportItalia, raccontaci questa tua nuova avventura tv?

Per me la televisione è un modo per trasmettere la mia passione. La prima volta che mi hanno chiamato è stato sulla rai per presentare i vini per il cenone di capodanno.

Adesso mi hanno proposto di far parte del cast di Chef in Campo ho aderito con molto piacere perchè a mio avviso è un programma di cucina diverso infatti dedicano uno spazio ai vini e agli abbinamenti dei piatti. Essere al fianco del conduttore Antony Peth Ambasciatore del  gusto è stato un vero onore.

Reputo che sia importante dedicare dello spazio al vino essendo un prodotto italiano che ci riconoscono in tutto il mondo ma soprattutto con il giusto abbinamento si possono esaltare ancora di più i piatti del ns Chef Andrea Palmieri. Un programma vero, i piatti venivano preparati durante la trasmissione e poi direttamente degustati, vi assicuro tutti eccellenti.

 

C’è un aneddoto simpatico che vorresti raccontarci, capitato in uno dei set…

Gli abbinamenti dei vini sono stati abbinamenti tecnici, mi sono divertito a fare degli abbinamenti anche in base al ns ospite. Prima di ogni trasmissione andavo nel camerino per conoscere l’ospite ma soprattutto i sui gusti sul mondo del vino. Mi è capitato di cambiare in corsa il vino per avvicinarmi al gusto del ns ospite con l’obiettivo sempre di esaltare il piatto. Mi ero organizzato con una cantina ben assortita di vini per soddisfare qualsiasi esigenza.

 

Progetti futuri?

Tanti, sono sempre un vulcano di nuovi progetti, uno sicuramente divertente e fare un'altra serie di Chef in Campo per continuare a raccontare questo bellissimo territorio che l’Italia che ci offre in ogni regione vini unici ed entusiasmanti da abbinare ai piatti della nostra tradizione.

Un altro progetto in questo momento di pandemia stiamo aiutando ristoranti e alberghi in difficoltà.

 

In che maniera?

Bhè ci siamo attrezzati in modo particolare, ma non voglio essere autocelebrativo e parlare di questa cosa, vi dico solo che li stiamo aiutando in maniera importante.

Lancio solo un messaggio di speranza, si può stare aperti e lavorare bene anche in questo momento difficile e se qualche albergo o ristorante vuole un aiuto mi faccia un fischio e noi valutiamo se possiamo dargliela. Ci può contattare su info@carreri.it

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