Claudio Alberto Francesconi: Un Istrione...che adora "The beat goes on"

Il primo lunedi di ogni mese su Radio Rolling Stones Italia

pubblicato il 15/05/2015 in Interviste da Concita Occhipinti
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Concita Occhipinti

Intervista a Claudio Alberto Francesconi

Claudio, parlaci della tua attività artistica…

La risposta a questa domanda sarebbe molto lunga, cercherò di riassumere i 35 anni vissuti da “lavoratore dello spettacolo”. Sono nato (lato materno) in una famiglia di musicisti professionisti: il nonno, Piero Pizzigoni, tra i primi a suonare jazz in Italia negli anni ’30, polistrumentista, è stato anche direttore d’orchestra del Trio Lescano, che interpretò anche una sua canzone, “Senti l’eco”. Suo figlio, mio zio Alberto, da cui ho preso il mio secondo nome, è stato presente come chitarrista nell’orchestra del Festival di Sanremo a partire dalla prima edizione, anno 1951, fino al 1987. Ha fatto parte del gruppo di Renato Carosone, interpretando anche il film “Maruzzella”, e suonato con tutti i più grandi jazzisti italiani e con alcuni stranieri, componendo anche, anno 1958, la canzone “Piccola”, interpretata da Adriano Celentano.

Con queste premesse, potete facilmente intuire quale sia sempre stato il più grande amore della mia vita: la musica! Nel 1980 ho iniziato la carriera di d.j. a Radio Onda 1000 di Milano, continuando nel 1981/82 a Radio Free Music di Segrate: nel 1982, le prime apparizioni televisive in una gara tra 64 d.j. della Lombardia, dove mi ero classificato tra i 16 finalisti. In seguito, avendo anche la passione per la scrittura (ho la maturità classica), mi sono dedicato alla carta stampata, come autore di editoriali e interviste su alcune riviste, pubblicando anche il racconto “Attimi di confessione, giorni di turbamento”. Negli anni ’90, inoltre, sono stato portavoce e giurato del premio internazionale “Borgo degli Artisti”, valutando poesia e prosa, edite ed inedite. Ma al mio istinto di comunicatore, dopo aver utilizzato la voce e la penna, mancava una fase, la terza della mia vita: l’immagine.

Dal 2004 in poi mi sono dedicato, come attore, alla televisione, in cui mi sono espresso soprattutto, ma non solo, in ruoli comici. La trasmissione che mi ha visto più presente è “Quelli che il calcio…”, su RAI 2: ho lavorato nelle edizioni condotte da Simona Ventura con artisti quali Gene Gnocchi (con cui mi sono ritrovato in altre trasmissioni RAI: “Music farm”, “Buono a sapersi”, “La grande notte”, “Artù” e “L’almanacco del Gene Gnocco”), Max Giusti e Francesca Macrì e nelle edizioni condotte da Nicola Savino con D.J. Angelo, l’ultima partecipazione è del 15 marzo 2015. Sempre in RAI, ho lavorato a “Piloti”, con Enrico Bertolino e Max Tortora, con Fabio Volo a “Volo in diretta” e nuovamente con Enrico Bertolino a “Glob”, mentre su Italia 1 ho partecipato alle fictions de “Il bivio” di Enrico Ruggeri. E poi varie apparizioni in spot pubblicitari, fictions e film, tra cui “Che bella giornata” con Checco Zalone. Dal 2006 al 2013 ho recitato in teatro, come componente prima del gruppo “Argento vivo”, con spettacoli in vari teatri di Milano e provincia, e successivamente della Compagnia Filodrammatica alla Fontana, con spettacoli presso il Teatro Sala Fontana di Milano.

Ho sempre suonato la chitarra ritmica, nel 2009 nel duo “Nati in settembre” con il chitarrista solista Andrea Carotenuto, mentre, come conduttore, ho presentato trasmissioni televisive ed eventi, quasi sempre in ambito musicale, dove mi sono espresso anche come opinionista e giurato in concorsi canori. Da 9 anni sono intervistatore degli artisti che partecipano a “Sanremo DOC”, format televisivo condotto da Danilo Daita, che si svolge in febbraio, in contemporanea al Festival di Sanremo. Ma, fedele al detto “il primo amore non si scorda mai”, potevo forse dimenticare la radio? Da novembre 2014 ho ideato e conduco una trasmissione, incentrata sulla musica degli anni ’60, dal titolo “The beat goes on”, in onda il primo lunedì di ogni mese su Radio Rolling Stones Italia.

Qual è fino ad oggi il traguardo che ti ha dato più “soddisfazione” in ambito professionale?

Sicuramente aver ideato il format televisivo “L’istrione”: nel 2013 lo conducevo su Tele Sanremo, in seguito ha dato origine alla nascita di www.istrionetv.it, la televisione di cui sono direttore artistico. Tengo sempre a precisare che non si tratta di una “web tv”, nel senso generalmente riduttivo che spesso viene dato a questo termine. Infatti, fin dal debutto nel febbraio 2014, non è mai stata una specie di canale you tube o di blog più sofisticato, bensì una televisione con un palinsesto completo, varie trasmissioni in fasce orarie differenti e una programmazione continua, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Esattamente come le emittenti sul digitale terrestre ma col vantaggio di essere visibile ovunque. Gli attuali 63.000 contatti, indicati dal contavisite nel sito dopo soli 15 mesi di vita, rappresentano un traguardo che, sinceramente, è andato oltre le più ottimistiche previsioni

 Il tuo prossimo impegno?

La conduzione, il 31 maggio 2015, della Finale del 1° Concorso Canoro Città di Romano di Lombardia (Bg): sarà piacevolissimo poiché, oltre a trovarmi nel mio habitat naturale, la musica, ci saranno, come ospiti che canteranno e come componenti della giuria di qualità, tre dei miei tanti amici musicisti, esponenti della grande musica degli anni ’60 e ’70. Naturalmente sarà ripreso anche da Istrione Tv: ho già condotto, in piazze, locali, teatri e studi televisivi, moltissimi eventi musicali ma credo che, viste le premesse, sarà un momento particolarmente gratificante!

Il tuo pensiero riguardo le ultime vicende dal “mondo”…

Coincide, ma non da ora, con le tematiche di “Expo” (da milanese, sono contento ed orgoglioso che si stia svolgendo nella mia città): contrastare la morte per fame e le malattie, derivanti dalla denutrizione, di una parte della popolazione mondiale. Nel mio piccolissimo, ho condotto due eventi musicali a favore di UNICEF e penso che tutti coloro che possono farlo dovrebbero contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica su un argomento di tale portata. Il 13 luglio 1985 si tenne, in contemporanea a Londra e a Filadelfia, un concerto memorabile, “Live Aid”: da una parte all’altra dell’Atlantico, nel Vecchio e nel Nuovo Continente, i più grandi artisti si impegnarono per raccogliere fondi e salvare la vita di tanti bambini in Africa. Vorrei, mentre manca pochissimo all’anniversario, che 30 anni dopo ci fossero altre iniziative di portata internazionale e che i governi di tutti gli stati fossero coinvolti. Utopia? Forse, ma come affermava John Lennon in “Imagine”, “potete dire che io sono un sognatore, ma non sono l’unico”…

http://www.istrionetv.it/

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