Andrea Pimpini: "Andrò via dall'Italia. Se mi piace uscire? No, ho paura della gente"

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 21/11/2021 in Interviste da TheGameTV Notizie
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Abbiamo incontrato Andrea Pimpini, giovane cantautore italiano che, dopo aver pubblicato brani in lingua italiana, ha deciso di spostarsi sul mercato internazionale.


Come mai la scelta di pubblicare brani in inglese...

L'Italia, anche dal punto di vista musicale, è un mercato dove per andare avanti bisogna rincorrere mode, avere raccomandazioni e non fare più musica ma usare auto-tune. Solo pochi riescono ad emergere con fortuna, talento e magari perché già molti anni fa si sono costruiti una buona fan-base. Nel 2017 ho iniziato a scrivere inediti e li ho sempre pubblicati in lingua italiana però ho notato subito che non riuscivo a farmi notare. I magazine e i giornalisti italiani vogliono essere pagati per parlare di un emergente... parlare, non sponsorizzare. Quindi magari vai a pagare un giornalista per una recensione e quello ti scredita davanti agli occhi del pubblico. Nel 2019, allora, ho detto "basta, vado da chi mi vuole". In effetti avevo già notato un particolare interesse nei confronti della mia musica dall'estero. Billboard mi ha perfino inserito in una delle sue classifiche. Quella è stata la scintilla... Ho pensato: "Billboard mi inserisce nelle sue classifiche anche se non sono nessuno e per altro lo fa gratuitamente. In Italia invece per farmi criticare mi chiedono anche i soldi". Così ho scritto "Ocean Eyes", il mio primo brano in lingua inglese. A Dicembre, invece, uscirà il mio primo disco di inediti (che sarà suddiviso in 2 Ep.). I brani, naturalmente, saranno tutti in lingua inglese. Penso che non scriverò più in italiano... magari un giorno potrei fare una sorpresa a chi mi segue dall'Italia.

 

Come mai, allora, hai scelto di continuare a pubblicizzare le canzoni anche in Italia con l'ufficio stampa che hai fondato?

Ho fondato il mio ufficio stampa (TheGameTV Ufficio Stampa), per raggiungere un pubblico ampio risparmiando. Continuo a promuovere le canzoni in Italia sia perché, appunto, avendo fondato un ufficio stampa non ho costi da sostenere, ma anche perché c'è comunque gente che mi segue dall'Italia. Io non critico gli Italiani in generale; per fortuna ci sono ancora persone di cuore, gentili, che non criticano ed esprimono le proprie opinioni rispettando il prossimo. Voglio bene ai miei amici italiani, preferisco chiamarli amici piuttosto che fan. E quindi si meritano anche loro attività legate al territorio italiano. 


Una volta hai detto di volertene andare all'estero...

Giusto. Sto studiando al meglio per andare fuori dall'Italia. Non per fare il cantante... Cantare è un hobby, un "plus". Sto studiando in Italia presso l'Università di Pescara, poi però me ne andrò in Canada, alla fine degli studi. Ho già studiato per il C1 e sostenuto l'esame Cambridge. Ora sto studiando, parallelamente all'università, iper il livello C2 di Inglese. 


Come il mondo sta influenzando le tue canzoni?
Molto... Nel nuovo EP. ho scritto una canzone dedicata all'Islanda. Ho fatto un viaggio quest'anno che rimarrà per sempre nel mio cuore e volevo assolutamente imprimerlo su una canzone. L'Italia, purtroppo, mi influenza molto negativamente. I genitori criticano i ragazzi per gli smartphone ma sono i primi che ci hanno lasciato un governo di incapaci, tutti (PD, Lega, Movimento 5 Stelle, ecc.) e  non hanno educato i propri figli. A Pescara, la città dovevo vivo, per esempio, c'è chi si ferma in mezzo alla strada con le macchine per assistere a una partita di calcio! La cosa sorprendente è  che questa gente potrebbe andare sugli spalti ma preferisce fermarsi con la macchina in mezzo alla carreggiata bloccando il traffico... I ragazzi vengono sotto le case, di notte, a fare rumore con la musica a tutto volume e a drogarsi. I genitori sono assenti. Per non parlare delle Istituzioni. Tutti a Pescara ormai sanno il rapporto che c'è tra me e il Comune. Ho chiamato più volte gli Assessori e la polizia per intervenire in espliciti atti di illegalità, mi hanno sempre ignorato e raccontato bugie. Sono uno che non si arrende però. Ho appena denunciato il Comune all'Ispettorato per gravi inadempienze.  Tutto questo mi ha portato a scrivere una canzone in cui denuncio questo paese corrotto e la stessa gente che chiude gli occhi di fronte all'odio. Nel 2017 scrissi la prima canzone intitolata "Maledetta realtà". A mio parere, è una delle mie canzoni più profonde. Oggi assistiamo ai motorini che vanno contromano e che se, per colpa loro, finiscono sotto le ruote della tua macchina, ti denunciano, fanno finta di essere stati aggrediti facendosi del male da soli. Tutto per vincere una causa e rubarti fino all'ultimo centesimo. Io quando esco per strada, devo essere sincero, ho paura. Sono uno molto chiuso, resto sempre a casa. Questa società mi fa paura. Leggo la cattiveria negli occhi di molte persone. Il buono viene condannato ed emarginato, il cattivo, invece, è considerato forte e viene osannato da tutti. 

 

Il tuo rapporto con i social

I social andrebbero chiusi o per lo meno solo chi ha studiato e ha competenze in materia dovrebbe potersi iscrivere. Non è libertà di parola? Cavolate. Come hanno detto anche i Modà, un tempo per poter parlare di qualcosa in pubblico dovevi studiare all'università, magari diventare giornalista e poi potevi scrivere. Oggi, invece, anche l'ignorante patentato si apre un social o un sito web e si improvvisa dottore (guarda i no vax o i no green pass), musicista, cantante, giornalista, ecc.Io, che studio canto (e tutt'ora continuo) da anni e  che ho investito tanti soldi in formazione, non mi permetto di criticare altri cantanti e musicisti. Al massimo posso dire "la trap non mi piace" ma non mi permetterò mai di dire "quello non sa fare niente. Quello non sa cantare". Oggi, invece, arriva l'ignorante e inizia a criticare e esprimere giudizi e critiche. Questa non è libertà di parola, è scemenzaTutto questo, in un certo senso, ha rovinato ancora di più la società. Oggi ha successo solo chi mostra addominali, pettorali, tette e culo sui social. Perciò se oggi mi fanno notare che ho pochi like e poche views, sono felice. Sono felice perché so che non mi sono abbassato a quei livelli. Sui miei social, chi mi segue lo sa, non pubblico foto nudo oppure foto mentre mi alleno in palestra. Non faccio storie in cui faccio vedere la mia vita quotidiana. Promuovo solo le mie canzoni e, quando capita, i book fotografici che però fanno parte della strategia di promozione di un disco. 

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