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NICOLA PAPARUSSO: CURVY? NO! BELLE E BASTA

LA BELLEZZA NON SARÀ MAI UNA QUESTIONE DI TAGLIE

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Con le loro forme hanno convinto persino una parte del capriccioso e non sempre privo di pregiudizi Fashion System che le ha fatte sfilare sulle maggiori passerelle e posare sulle copertine dei magazine più famosi. A parlarcene è il noto scrittore e docente di sociologia della moda Nicola Paparusso che ha lottato come pochi altri nel mondo contro il razzismo e i pregiudizi nel mondo della moda, subito dalle modelle nere e, potremmo dire, uscendone vincitore, perché oggi le modelle nere sulle passerelle e sulle copertine dei magazine più importanti sono veramente tante. “È innegabile che ancora in alcuni ambienti e nei cervelli bacati di alcuni personaggi, vivono superstiti pregiudizi sulla curvy che invece di vederla come una donna di corporatura naturale, in perfetta salute e capace di valorizzare al meglio le proprie forme, la ritengono una modella più appesantita degli standard concepiti dalla Moda fino a qualche anno fa”.

RIVOLUZIONE CULTURALE A SUON DI CENTIMETRI E AMORE PER SE STESSE
Una vera e propria rivoluzione realizzata da modelle e donne impavide come Ashley Graham, una top di 176 cm. per 91 kg. celebre per le sue sfilate in bikini e lingerie e per il rifiuto di usare Photoshop nelle sue foto ma soprattutto per il suo impegno a divulgare il concetto di amore per sé stesse e per il proprio corpo senza inseguire la cosiddetta perfezione fisica, quella condizione che ha condotto ad ammalarsi o morire tante, troppe giovanissime ragazze. “Innegabile è il dato di fatto che in passerella sovrastino ancora le ragazze esili, taglia 38, nonostante le tante polemiche sorte contro l’eccessiva magrezza.  Una parte del mondo della Moda è poco tenero. Dice alle modelle quanto devono pesare, quanti centimetri devono misurare i loro fianchi e cosa devono mangiare considerando queste ragazze veri e propri appendiabiti umani. A molti addetti ai lavori non importa se non mangiano da una settimana per rientrare in quel vestito succinto e superare il cast. Queste ragazze diventano un numero qualsiasi che deve mostrare la creazione dello stilista in questione.  Ciò nonostante le curvy ci provano e riprovano, trovandosi spesso scartate durante i casting”. 

IL FASHION SYSTEM ANCORA ARRICCIA IL NASO
Poiché il Coronavirus ha creato non pochi disagi alla settimana della moda milanese, prendiamo in considerazione quella del 2019 per alcune valutazioni sull’argomento che stiamo trattando. Nonostante alcune meravigliose eccezioni come Beth Ditto per Calvin Klein, Ashley Graham che mostrava orgogliosa la gravidanza glamour e la super curvy Rihanna, in passerella difettavano numericamente come sempre le modelle curvy. “Attualmente, la categoria non possiede nemmeno una sufficiente rappresentanza, sia nelle selezioni che nelle agenzie. La “curvy” continua ancora a far distrarre di proposito lo sguardo degli stilisti. Rispetto agli anni passati, i numeri hanno indubbiamente ottenuto un miglioramento, ma siamo ancora lontani dai risultati “giusti” e auspicabili. Le modelle curvy o per fortuna, soltanto da pochi ancora denominate taglie forti, non riescono a conquistare il ruolo da co-protagonista delle modelle standard nella Fashion Industry. 
Al problema si aggiunge anche la nuova modalità di ricerca di modelle che si basa soprattutto sullo scouting via Instagram. Ormai, lavorare per una buona agenzia non è così efficiente tanto quanto avere tanti follower sui social e quindi raggiungere la popolarità che sicuramente crea maggiori chance professionali. Anche con questa logica, purtroppo, le curvy e le plus-size non vanno per la maggiore. Il pubblico attualmente preferisce corpi finti e disumanizzati, con muscoli in vista, vite sottilissime, labbra, seni e glutei rifatti”.


IN TANTI SI CREDONO DEI NOWZARADAN
Quando sulla scorta delle benedette diversità che Dio ha voluto donarci, dividiamo il genere umano con un nome, quando cataloghiamo le persone per differenti caratteristiche fisiche, ecco che parte la maledetta caccia alle streghe. “Vi sembrerà un gioco di parole quello che sto per dirvi mentre invece è paradossale realtà. Si giunge a definire anoressica una donna magra cosi come dall’altra parte obesa una ragazza con qualche chilo in più della donna magra definita anoressica.  Ecco che un signor o una singora chiunque si trasforma in Younan Nowzaradan il medico presente in ogni episodio di Vite al Limite, trasmissione di punta di RealTime oppure nella nostra simpatica e preparata connazionale Rosanna Lambertucci. Come nella stagrande maggioranza dei casi, l’equilibrio sta sempre nel mezzo. Sia un fisico troppo magro che uno eccessivamente in carne, sono cattivi esempi. Tutti i brand devono capire che è ormai indispensabile creare delle linee dedicate a queste meravigliose fisicità, ma che siano in linea con il fashion e questo perché avere una taglia cinquantadue significa ancora poter scegliere tra due kaftani: uno nero e l’altro blu. Noi dobbiamo augurarci di vivere in un mondo dove una Ashley che finisce in copertina non costituisce più una notizia, dove a parlare non sono i chili o le taglie, ma la bellezza in qualunque sua forma e peso e colore di pelle”. 

 

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