Gramiccioli: il virus è uscito da un laboratorio

L'intervista a David Gramiccioli, narratore del Teatro d'Inchiesta

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 23/03/2020 in Interviste da Ma Press Arteventi e Comunicazione Srls
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Ma Press Arteventi e Comunicazione Srls

Gramiccioli: il virus è uscito da un laboratorio

Abbiamo contattato l'indiscusso "narratore" del teatro d'inchiesta italiano, chiuso nella sua quarantena castellana.

Gramiccioli lei è convinto che il Covid-19, più comunemente chiamato Coronavirus, che ha colpito il nostro paese sia un mostro uscito da laboratorio. Perché da giorni è convinto di questo?
Se fosse un virus naturale, sarebbe un nemico comune a tutti e per tutti. Se fosse così, tutte le nazioni della terra si sarebbero già coalizzate univocamente per provare a sconfiggerlo. Invece sullo sfondo di questa tragedia si staglia sempre più evidente lo scontro tra Usa e Cina, con i secondi che hanno accelerato per radicalizzare la loro posizione in chiave anti-americana, tutto a colpi, tra le due super potenze, di reciproche e durissime accuse.

La Cina sfrutterebbe il Coranavirus per consacrarsi definitivamente a potenza capoblocco anti-Usa?
Non mi sembra che questa evidenza, dice Gramiccioli, non sia così netta.

Cina e Russia le prime a soccorrere l'Italia potrebbe accreditare la sua ipotesi?
Se poi ci mette Cuba e Venezuela, risponde Gramiccioli, la tesi prende sempre più corpo.

Anche il Venezuela?
Il governo di Caracas si è detto pronto ad inviare aiuti materiali ed umani al nostro paese.

Si rende conto? Il Venezuela, un paese in fiamme per la loro situazione politica che si preoccupa di aiutare l'Italia. O forse ha solo risposto formalmente all'appello di Pechino e Mosca, come a voler dire a loro e al mondo intero: anche noi ci schieriamo con voi.

Se fosse vero ciò che dice lei domani ci troveremmo davanti un altro mondo?
Saremo in un altro mondo.

Lei sembra quasi escludere gli americani dal possibile, eventuale ruolo dei cattivi. Eppure notariamente lei è tutto fuorché filo statunitense?
Io non sono filo nessuno, io sono orgogliosamente italiano.
Escludo Trump, che lo ritengo più vittima che colpevole, ma di certo non escludo certi "americani" dalla parte dei cattivi.
Sa cosa penso, che la grande regia che ha pianificato tutto ha messo già d'accordo l'asse Pechino-Mosca con l'establishment democrat americano, quello degli Obama, dei Clinton per intenderci, senza dimenticarci che Donald Trump qualche nemico potente ce l'ha anche in casa tra i repubblicani.
Trump è un fuori schema, ma è pur sempre il presidente degli Stati Uniti d'America.
Non vorrei diventasse la variante impazzita di questa situazione imbarcando anche lui qualche neo alleato potente.

Potrebbe fare guerra contro tutto e tutti?
Non possiamo escluderlo. In questo momento non si può escludere nulla. Di sicuro alla fine di tutta questa guerra il mondo sarà un altro così rispetto ad oggi.

Nuove super alleanze, amici che diventano nemici e viceversa per disegnare i nuovi dominii e le aree d'influenza finanziaria nel mondo, ma perché usare il vecchio schema dei due blocchi?
Perché è lo schema perfetto: un "amico" da servire e un "nemico" da odiare. E su tutti un unico governo mondiale.

Come finirà per l'Italia?
La voce s'increspa, ma poi Gramiccioli conclude: ce la faremo, vinceremo col cuore, il più grande dell'universo.
Restiamo a casa e rispettiamo le regole.

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