Raimondo Rossi, giudice al Festival Europeo

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 05/08/2019 in Interviste da Maria Rita Marigliani
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Maria Rita Marigliani
Raimondo Rossi, perugino, vive fra Perugia, Roma e, appena può, Los Angeles. 
Maturata un’esperienza di numerosissime sfilate e backstages, si dedica ora, o in maniera indipendente o con FABUK Magazine e Sir-K magazine, a lavori di styling, direzioni creative o fotogiornalismo. Su Vogue Italia è presente qualche suo esempio di fotografia di still life, fashion, documentary e architetture, a dimostrare la versatilità e il senso di armonia che accompagnano Raimondo in ogni lavoro. Adesso, Raimondo é pronto per una nuova avventura: Il Festival Europeo F. F.  F. Sarà infatti uno dei giudici della quarta edizione del Festival. 
L’organizzazione è a cura della produttrice Alexandra Titova, mentre la regia è di Giancarlo Di Pangrazio.
 
 
 
 
Benvenuto Raimondo, sarai giudice al Festival Europeo. In cosa consiste il festival?
 
Trovo interessantissimo questo evento. Perché il Festival Europeo FFF, giunto alla quarta edizione e quest’anno in Abruzzo, è un festival che premia tre settori: il fashion design, la fotografia, il modeling. Si differenzia dagli altri festival o dalle fashion weeks perché ha un respiro prettamente internazionale, con importanti attenzioni a talenti emergenti. Lo stesso Mahmood, vincitore dell’ultimo festival di Sanremo e rappresentante dell’Italia all’Eurovision, fu invitato alle prime edizioni, quando ancora il suo nome non era così conosciuto. O Giuseppe fata, designer per Head Sculptures, presente alle prime edizioni quando anche lui stava ancora agli inizi della carriera.
Oltre a questo questo particolare occhio per i talenti, il festival è in partnership con la Camera della Moda Svizzera, la fashion Week di Dubai, la fashion Week del Montenegro, e altre realtà. Questo dà ovviamente all’evento un sapore importante di internazionalità. Un po’ quello che a me piace sempre trasmettere in ogni cosa che faccio.
 
 
Come nasce la collaborazione con il festival? 
 
La mia collaborazione con il festival europeo nasce grazie ad un’amicizia in comune. Lo stilista Stefano Montarone, che conosco e stimo da tempo, ed è uno dei direttori artistici del festival, mi ha invitato a presenziare la giuria del festival e, appena visto di ciò che si trattava, ho dato il mio ok. Mi ha fatto molto piacere che sia Stefano che la direttrice Alexandra abbiano dato, tramite questo invito, un segno di stima per il mio lavoro nella moda, che si differenzia dal classico lavoro che riviste o alcuni addetti ai lavori sono soliti fare. La giuria peraltro sarà composta di persone che io già seguivo, come lo stilista Ilyan Rachov e il giornalista Fabrizio Imas. Sarà un evento di grande qualità, peraltro in una location molto molto affascinante, sotto il castello della cittadina di Celano, in Abruzzo. Non vedo l’ora di conoscere gli altri giurati ed alcuni degli organizzatori e degli ospiti.
 
Come mai diventi giudice?
 
Essere stato scelto nel ruolo di giudice è probabilmente un riconoscimento per l’esperienza che ormai in quattro anni ho maturato nelle sfilate di alta moda e nei relativi backstages, anche un po’ in giro per il mondo. Ho avuto la fortuna di essere presente non solo alle sfilate, ma anche ai dietro le quinte di importantissimi eventi quali le passerelle di Armani, Prada, su cui ho fatto un reportage, Hugo boss, Off-White, D-Squared e molti altri. Con le top model più importanti come Gigi o Bella Hadid.
Quindi l’esperienza, sia italiana che internazionale (per esempio a Hollywood), mi hai dato probabilmente una preparazione varia e che è all’altezza di poter giudicare sia il fashion design che il modeling.
Anche il premio che riguarderà la fotografia, avrà dalla mia parte un parere oggettivo, poiché ho potuto lavorare con vari fotografi per preparare degli editoriali di moda, e io stesso ho decine di foto mie pubblicate da Vogue Italia. Sarà importante essere oggettivi, perché per esempio il vincitore del contest fashion design il prossimo anno avrà gratuitamente la partecipazione alla fashion Week del Montenegro, che è in forte crescita.
 
Che esperienze ti aspetti di trovare?
 
Quello che principalmente mi aspetto di trovare è un’atmosfera molto aperta, dove la bellezza e l’arte lavorano in maniera trasversale, dove fotografia e design per esempio interagiscono insieme per poterci dare eleganza e armonia. Mi sento molto vicino alla fondatrice e direttrice Alexandra, che proviene da studi di critica d’arte e drammaturgia all’Accademia di Mosca. E prima di questo addirittura studi di coereografia e di storia della moda. Un’anima appassionata della splendida capitale russa, di cui visitava ogni angolo.
Un’altra cosa che mi attrae è, come sempre dico quando vado alle sfilate delle accademie di moda, sentire l’entusiasmo dei talenti emergenti che, o nella fotografia o nel design, o nello stesso modeling (carriera da modello o fotomodello), porteranno con sé; tutto un carico di sogni che li accompagnano fin da piccoli. Per finire, ovviamente mi attrae il confronto con i colleghi e gli altri giurati, perché adoro ascoltare gli altri, apprendere e confrontarmi con persone che hanno fatto dei percorsi diversi, ma hanno ugualmente vissuto nella propria pelle tanta arte e tanta moda.

Insomma, il 22 agosto sarà una serata importante, con delle coreografie e scenografie accattivanti. Invito tutti a seguire questo speciale evento che si terrà nella nostra bella Italia.

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