Intervista al Segretario confederale Ugl Giovanni Condorelli, Responsabile politiche del Mezzogiorno

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 12/07/2019 in Interviste da Filippo Virzì
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Filippo Virzì
Giovanni Condorelli

di Filippo Virzì 

Vi proponiamo a seguire un’interessante intervista rilasciata dal Segretario confederale, Giovanni Condorelli, la quale  punta il focus sulle condizioni del Sud Italia.

 

Redazione:

Segretario da anni lei si occupa di analizzare e studiare la situazione del sud, ci sono novità rispetto a qualche anno fa : qual è lo stato di salute del mezzogiorno?

Condorelli:

La situazione è sempre di grave emergenza , nell’ultimo decennio  il sud da parte dei vari  governi succeduti ,non ha mai avuto la giusta attenzione e soprattutto non ha posto il mezzogiorno come questione prioritaria dell’agenda politica. Oggi possiamo dire che malgrado qualche timido segnale di ripresa,  testimoniato dai vari dati statistici, il sud è ancora  molto lontano nel recupero di posizioni nei confronti del  nord, anzi le distante si sono ulteriormente allungate. Tutto ciò rappresenta un danno non solo per il sud ma per l ‘intero paese Italia. Se non riparte il sud nemmeno il resto d’Italia riuscirà ad uscire dalla crisi in cui versa da sempre.

 

Redazione:

Ma perche afferma che la distanza con il nord aumenta , quali sono le preoccupazioni che la spingono a tali affermazioni?

Condorelli:

Basta analizzare alcuni dati recentissimi per dire che siamo fortemente preoccupati, ad esempio i progetti al nord ammontano a 52,4 miliardi , al sud si fermano a 7,1 miliardi. Il 65% delle risorse val al 71,3% alle popolazioni del centro-nord mentre solo il 28,3% delle risorse va al 34,3% alle popolazioni del sud. Quindi c’è un mancato incasso per il sud ogni anno di 61 miliardi  che potrebbero servire per investimenti e quindi far ripartire l’occupazione . Per correttezza c ‘ è da dire che nell’ultimo documento di economia e finanza ,l’attuale governo si è impegnato ad avviare un processo di riequilibrio del territorio. Occorre capire però i tempi per realizzarlo, che sono poi le cose che ci preoccupano di più.

 

Redazione:

Ma allora cosa servirebbe al sud , per recuperare il gap crescente con il nord, quale secondo lei i provvedimenti che possono realizzare un avvicinamento?

Condorelli:

Da sempre come UGL, ed io per il ruolo che occupo abbiamo sempre prestato una grande attenzione al problema sud , ci siamo impegnati a portare e presentare delle proposte concrete ai vari governi  che riteniamo essenziali per una forte risposta . Non servono provvedimenti mirati a singole territori, nel sud occorre una  fiscalità di vantaggio che includa tutte le otto regioni del meridione e che permetta di richiamare investimenti interni ed esteri. I patti  territoriali del governo Renzi , si sono rivelati un fallimento, intanto perché malgrado gli annunci non sono partiti e cosa più contestabile perché   riguardavano territori singoli a  copertura minima dei bisogni invece di cui necessitano l’intero  sud.

 

Redazione:

lei segretario confederale è un siciliano ed è stato segretario generale della Sicilia  , quindi particolarmente attento alla situazione della sua terra, conoscitore  dei problemi e della situazione in cui si trova la nostra Sicilia .Le chiedo  oggi come vede la Sicilia?

Condorelli:

Sono molto sconfortato nel leggere i dati statistici della nostra terra, praticamente siamo ultimi in tutti i settori. Questo non significa accettare e rassegnarsi , ma deve darci come classe dirigente, ( intendo tutte le componenti della classe dirigente e quindi ,politica, imprenditori, forze sociali ecc,)  gli stimoli giusti per invertire la rotta. Purtroppo paghiamo negli anni una forte instabilità politica e dei  governi come quello di Crocetta che  è stato devastante e ha messo in ginocchio una terra già in grosse difficoltà. Fino a quando non si ha la consapevolezza di stare insieme e lavorare nella stessa direzione difficilmente la Sicilia potrà risorgere.

 

Redazione:

Che giudizio da  dell’attuale governo della Regione  e del suo governatore  Musumeci , secondo lei potrà dare quell’impulso necessario con fatti concrete affinchè  la Sicilia esca da questo lunghissimo periodo di oscurantismo?

Condorelli:

I governi si giudicano dai fatti,i siciliani ormai non hanno tempo per ascoltare annunci che poi non si trasformano in fatti concreti. Il dramma del meridione e della nostra Sicilia è la mancanza di lavoro. Lo sforzo dei governi non può prescindere dal mettere in atto azioni che vanno nella direzione di creare occupazione. Ho molto apprezzato da parte del presidente , ad esempio di voler chiedere la defiscalizzazione dei prodotti petroliferi , un nostro vecchio tema affrontata da anni , ma che non ha avuto negli anni riscontro politico. L’idea quindi del governatore  non può che trovare la nostra condivisone e tutta la nostra collaborazione . Da addetto ai lavori , sono moderatamente fiducioso di quello che il governo sta facendo, considerato la situazione drammatica ereditata. Cosi come condividiamo e appoggiamo senza alcun dubbio la proposta di  realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. 

Un’opera strategica  utile sia sul piano dello sviluppo commerciale che sul piano del turismo e soprattutto perché rappresenterebbe un riscatto siciliano al cospetto del mondo intero. Ricordo che  come Ugl anni fa lanciammo un referendum e certificammo una altissima adesione che si espresse a favore della realizzazione. Un altro tema sarebbe quello relativo all’applicazione dello Statuto Speciale, nessuno mai l’ha fatto valer, noi esortiamo questo governo di renderlo applicabile in un in tutte le sue parti , in un momento tra l'altro in cui il tema delle autonomie è in un fase avanzata.

 

Redazione:

Un’ultima domanda  segretario,cosa possiamo augurarci come meridionali, siciliani in un prossimo futuro?

Condorelli:

Intanto le dico che porto nel cuore un  enorme dolore nel vedere i nostri giovani costretti a lasciare la propria vita , le proprie radici per andare alla ricerca di un lavoro. Negli ultimi anni 116 mila giovani del meridione  sono andati via. Il dramma che oltre ad andare via giovani laureati, diplomati che non torneranno più , la nostra terra sta subendo un impoverimento che non colmeremo più, questo significa che siamo più vulnerabili e non competitivi con il mondo che intanto corre. Spero che questa emorragia quindi si fermi , significherebbe che abbiamo svoltato la pagina. E poi mi auguro che anche la mentalità del singolo cittadino capisca che è parte essenziale di un processo e che deve fare la propria parte se effettivamente , come spesso diciamo a parole, desideriamo migliorare la nostra società.

 

Redazione:

Segretario la ringraziamo per la sua disponibilità e speriamo un giorno magari non troppo lontano di fare un’intervista in cui analizzeremo dati positivi per tutti noi.

Condorelli:

Grazie a Lei,  me lo auguro anch’io, ne abbiamo tanto bisogno.

 

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