Intervista ai fornelli con lo chef Maurizio Rosazza Prin

“La cucina è rischiare di essere un pelo diverso dagli altri”

pubblicato il 16/08/2018 in Interviste da Chiara Pirani
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Chiara Pirani

Oggi, un ospite d’eccezione ci svela come prendere la vita a morsi: Maurizio Rosazza Prin, volto di Masterchef e noto personaggio nel mondo dei social e in quello televisivo, ci racconta una cucina fatta di mescolanze, di audacia e di curiosità, condita con un pizzico di follia e di ribellione alla staticità.


La mia passione per la cucina è nata quando avevo sette anni, per via di una mamma che bruciava l’arrosto quasi tutte le domeniche e che nel suo menu aveva solo le tre P: pastina, piadina e prosciutto cotto. Io, per una sorta di ribellione, ho iniziato a cucinare, partendo dalla prima pasta al tonno, preparata a mia sorella quando eravamo piccoli, per poi passare a diventare una sorta di nerd della cucina, senza mai fare corsi o scuole professionali, ma mosso unicamente dalla curiosità verso il cibo, ciò che amavo e che amo tuttora. Perciò, il mio modo di intendere il cibo ha rappresentato una sorta di ribellione nei confronti di una cucina troppo industrializzata.”


E allora, come combattere questa rivoluzione? Ovviamente reinventandosi ogni giorno e facendo in modo che la cucina si evolva, cambi e diventi sempre più interessante, come una storia da raccontare, ogni giorno diversa e avvincente.


“Non c’è un piatto che mi rappresenta: la cucina è in costante evoluzione, e se c’è una cosa che odio è la staticità. Per questo, credo che a rappresentarmi sia più uno stile: amo definirmi “fusion di testa”, perché, con la mia pazzia, mescolo gli ingredienti più strani e le tecniche più particolari, fino a creare qualcosa che sia il più nuovo e innovativo possibile. Ora, per esempio, mi trovo in Salento, e qui mi è piaciuto combinare i prodotti locali con le tecniche moderne e il fuoco, infiammando i prodotti utilizzati, per ottenere un sapore che definirei primitivo.”


E c’è un’esperienza su tutte che ha permesso di coltivare il talento, di farlo cuocere a fuoco lento, di insaporirlo con sacrificio e pazienza e di continuare a gustarlo, in modo da far riuscire il piatto in un modo migliore, ogni giorno.


“Ho iniziato a trasformare la cucina da passione in professione dopo Masterchef: come dicevo, non sono un cuoco professionista, ma da quando ho partecipato al programma hanno iniziato a chiamarmi per varie collaborazioni. Diciamo che, piuttosto che lavorare in un ristorante, vivo di espedienti legati al mondo del food: ho un blog, sto lavorando molto con Instagram, ho una trasmissione su Gambero Rosso, una su Food Network, offro consulenze nei ristoranti, e tutto questo grazie a Materchef. Non avrei mai pensato che una trasmissione televisiva potesse cambiarmi la vita, trasformandomi in uno chef, anche se di fatto non ho un ristorante.”


Eppure, la cucina vera non è fatta solo di luci e di schermi: bisogna mettere anima e corpo nel proprio lavoro, in un percorso costellato di sacrifici, difficoltà e ostacoli.


“Consiglio alle persone che sono appassionate di cucina di fare dei corsi, perché la cucina vera non è quella che si fa su Instagram: è fatta di sacrifici, di ore passate in piedi a tagliare, sbucciare, pelare, a sentire le urla dello chef. Tutto il resto è spettacolarizzazione, utile per mettere un piatto su Instagram o in una ricetta televisiva, ma questo non ha niente a che fare con la cucina vera, quella stellata, in cui si sta in piedi dalla mattina alle 2 di notte, o quella in cui bisogna preparare piatti per più di cinquanta persone, e non uno solo, come nei reality. Perciò, dico a chi vuole intraprendere questo percorso di essere consapevole che si tratta di una strada fatta di sacrifici e non solo di riflettori.”


E se le diverse sfaccettature della cucina potessero essere riassunte in una sola parola? Ringraziando lo chef Maurizio per la sua disponibilità e per questa chiacchierata, gli chiediamo di svelarci la sua.


“La mia cucina è “Chissenefood style”, senza la paura di sbagliare, né di rischiare ingredienti e tecniche, ovviamente dopo averle imparate per bene. Poi, però, bisogna lasciarsi prendere dal gioco in cui il cibo ti coinvolge. In una parola, per me la cucina è “RISCHIARE”, rischiare di essere un pelo diverso dagli altri e soprattutto di mettere le mie idee davanti a me, e non il contrario: amo lavorare alle idee, e non solo a me stesso.”


Per assaporare con gli occhi i suoi piatti, visitate la pagina Instagram @maurizio_chissenefood e seguite su Facebook Maurizio Rosazza Prin. Buon appetito!

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