Trouble Killer , una fiction per "Giuseppe Di Giorgio" interpreterà Patrizio. Temi importanti come omosessualità e adozione di minori.

Intanto c'è ansia per il suo "La scelta impossibile", a due anni dal ciak verso la grande sala!

pubblicato il 02/08/2017 in Interviste da Concita Occhipinti-Ufficio Stampa/Regione Sicilia
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Concita Occhipinti-Ufficio Stampa/Regione Sicilia

Giuseppe, il 24 Luglio è stata una data importante per te, hai raggiunto 38 anni, li hai vissuti come hai desiderato tra arte e cinema?

Ogni anno che passa è un dono di Dio, questo è sicuro, per il resto posso dirti che di date importanti nella vita ce ne sono tantissime, ogni singolo giorno è importante per me, sia nel bene che nel male. Ho vissuto questi primi 38 anni della mia vita in maniera frenetica, pochi sono stati i momenti belli che ho vissuto tante invece le difficoltà che hanno accerchiato la mia vita ma proprio da quest'ultime sono riuscito a costruire quello che sono oggi, un uomo semplice, pieno di forza e creatività. Comunque non solo arte e cinema, nella mia vita ho fatto tante altre cose, la più importante è stata sicuramente quella di creare una famiglia ed avere due splendidi figli che, oltre ad essere la mia disperazione di ogni giorno, sono la mia anima vivente e questo penso sia l'arricchimento più grande della mia vita. Al contrario nello spettacolo non posso dire la stessa cosa, non mi sono arricchito economicamente, ma posso ritenermi fortunato perché ho avuto l'opportunità di poter lavorare con tanti artisti nei vari settori e ad oggi sono 22 anni che faccio parte di questo mondo pieno di fascino ma anche di tante insidie.

Come regalo hai ricevuto un ruolo molto contemporaneo nella serie "Trouble Killer" di produzione cinese.

Interpreti Patrizio e incarni il problema vissuto da quasi tutte le coppie Gay. Tu cosa ne pensi dell'omosessualità e dell'opportunità di adottare un/a  figlio/a in una coppia di omosessuali?

 Innanzitutto essere scelti per un ruolo fa sempre piacere, quando fai un casting e ti viene richiesto di interpretare un personaggio e riesci o perlomeno lasci un segno attraverso la tua performance sei felice di aver superato l'esame, anche perché si è sempre in tanti in questo settore, serve sì bravura, ma anche tanta fortuna. Il mio ruolo è particolare perché Patrizio vive una storia omosessuale ma le scene si concentrato tutte sull'adozione di una bambina cinese e soprattutto sulle difficoltà e le preoccupazioni che essa porta allinterno della coppia che ha tutti gli effetti per lo stato diventa famiglia. Cosa ne penso? Cercherò di essere breve e conciso anche se l'argomento è abbastanza complesso. La famiglia rappresenta un nucleo essenziale, fatto d'amore, comprensione, ascolto, aiuto, condivisione e tanto altro ancora, sono sentimenti che solo una vera famiglia può trasmetterti e tutti noi dovremmo aspirare ad essa a prescindere dal sesso. Credo fortemente nella famiglia anche come società e sarebbe bello, questa è una mia speranza, che un giorno le persone smettessero di giudicarla dall'esterno, perché solo chi la vive dall’interno può esprimersi in merito. Nonostante il mio orientamento cristiano, penso che ognuno abbia il diritto di amare chi desidera. Sono per il detto: "Vivi e lascia vivere", quindi viviamo e lasciamo vivere, abbiamo solo il dovere di gioire alla presenza di due persone che si amano e si rispettano, a prescindere dal sesso, se lo stato permetterà alle coppie omosessuali di adottare un bambino sarà sempre meglio che lasciarlo in un orfanatrofio a soffrire la mancanza di affetti familiari.

Questa è la tua seconda collaborazione internazionale, nel 2015 avevi lavorato nel film "Magic Card" con artisti del calibro di Simon Yam e Maria Grazia Cucinotta: hai riscontrato delle differenze tra una lavorazione e l'altra? 

Ogni esperienza lavorativa ha i suoi pro e contro, lo stile di ogni artista è singolare, ognuno ha le sue idee, anche nel mio secondo film "La Scelta Impossibile" ho notato tutto questo, per quanto mi riguarda posso dirti che si è trattato di due esperienze completamente diverse tra loro, in Magic Card durante le riprese c'era la massima attenzione ed una comunicazione continua soltanto con gli attori principali, per i ruoli secondari invece era quasi inesistente, sembrava ci fossero due diverse classi sociali sul set, ma nei momenti di pausa, compreso il pranzo, tutti si trasformavano, sembravamo amici di vecchia data, si dialogava, si scherzava tranquillamente e senza nessuna distinzione e così facendo il set era molto vivibile; ricordo con piacere i momenti trascorsi con la troupe e soprattutto con gli attori Simon Yam e Maria Grazia Cucinotta. In "Trouble killer" è stato tutto bello, dall'inizio alla fine, si respirava aria familiare, c'era massima comunicazione e pieno coinvolgimento di tutti gli attori ad ogni singola ripresa; ho notato molta disponibilità anche da parte degli aiuti regia, sia Cinese che Italiana, vi si poteva permettere di esprimere un parere sulla scena da girare e non è poco, credimi, l'ho trovato molto professionale, gratificante e costruttivo. Comunque a prescindere da tutto e pur avendo avuto due ruoli diversi, in "Magic Card" interpretavo un poliziotto, in "Trouble Killer" sono il padre adottivo della protagonista femminile, sono felice di aver collaborato con queste grandi produzioni Cinesi, hanno idee ben chiare, amano rischiare e sono molto tenaci in tutto quello che fanno e riescono a tenere alti i livelli di produzione sia tecnici che artistici.

C'è tanta attesa per l'uscita del tuo film "La Scelta Impossibile", sei attore protagonista, interpreti Ivan Coletta in un ruolo abbastanza complesso, cosa ci dici in merito?

  C'è grande attesa anche da parte nostra; sono trascorsi più di due anni dal nostro primo Ciak in Toscana, abbiamo iniziato il 26 Aprile 2015 e terminato il 3 Luglio 2017 a Pavia. È stata durissima, un lungo e tortuoso cammino, molteplici le difficoltà, non solo economiche ma anche comunicative, forse oggi mi rendo conto di essermi immerso in un progetto che si è rivelato più grande di me: ho dovuto necessariamente ricoprire molti, troppi ruoli all'interno della troupe, inoltre il budget iniziale era basso e non riuscivo a trovare tecnici disposti a mettersi in gioco a lungo termine ma ciò nonostante, grazie alla mia innata tenacia e all'amore per per il progetto e alle soddisfazioni che ogni passo avanti mi regalava, ce l'ho fatta! e, ovviamente sono estremamente felice, sicuramente mi è servito per capire tante cose e conoscere tanti professionisti e i loro rispettivi temperamenti lavorativi: sul set le persone cambiano tantissimo rispetto alla vita di tutti i giorni. Adesso il film è nella fase iniziale di post produzione, stiamo lavorando sulle musiche e, a breve, lo porterò a Roma per la finalizzazione di audio e color. Quindi, salvo grossi imprevisti, in autunno ci sarà la tanto attesa prima ufficiale. Per quanto riguarda il mio ruolo di protagonista posso dirti che nella sceneggiatura, scritta assieme a Roberto Attolini, abbiamo voluto un personaggio intenso, un uomo vissuto, affranto, angosciato e in varie fasi psicofisiche; nonostante le difficoltà che Ivan Coletta incontrerà nel passaggio da criminale a collaboratore di giustizia, troverà la sua rivincita, non nella vendetta, bensì in un nuovo percorso, che lo immergerà in una realtà piena di insidie e profonde riflessioni. Lo spettatore si troverà coinvolto e travolto delle vicissitudini di Coletta fin anche riuscendo ad immedisimarvisi.

 

Un' altra intervista, un'altra emozione con il nostro Attore Giuseppe Di Giorgio !

 

https://www.facebook.com/Giuseppeivandavid/

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