Un piccolo miracolo.
Negli ultimi due anni i debiti commerciali della Pubblica Amministrazione sono diminuiti. Di 20 miliardi.
E questo, afferma un recente studio della Banca d’Italia, è merito delle “ingenti risorse” messe a disposizione dal Tesoro. Ma anche delle nuove norme e della maggiore “attenzione politica” dei tempi recenti. Le stime rese note martedì 27 ottobre ritoccano al rialzo i dati già positivi pubblicati a metà mese: il 14 ottobre, per la precisione, un precedente studio licenziato da via XX Settembre parlava di 15,5 miliardi in meno ad agosto rispetto al mese precedente. In particolare, si registrava e si metteva nero su bianco una diminuzione del debito delle amministrazioni centrali di 14,7 miliardi, e, parallelamente, un decremento di quello delle amministrazioni locali pari a 0,8 miliardi, mentre il debito degli Enti previdenziali rimaneva invariato.
Ma miracolo, naturalmente, non significa vittoria su tutta la linea. Né tantomeno risoluzione del problema, in questo caso debitorio. Lo stesso studio avverte infatti che, per essere ricondotti “ai limiti fisiologici e in tempi brevi” e, soprattutto, rispettare i parametri Ue, i debiti dovrebbero calare di altri “cinquanta miliardi”.
Erano settanta quelli lasciati in eredità dal 2014: se si sottraggono i venti appena “cancellati”, ne rimangono, appunto, cinquanta. Dunque siamo a poco meno della metà dell’opera: e per continuarla non è esclusa – anzi, sembra proprio la via obbligata – “un’ulteriore concessione di liquidità alle amministrazioni”, sottolinea Bankitalia.

