La nascita dell'individualismo industriale in Inghilterra

Una grande trasformazione nella storia dell'umanità

pubblicato il 23/07/2015 in Economia da Redazione
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Redazione

In Inghilterra il processo di transizione verso  l’universo industriale e capitalistico si avvia già durante la dinastia Tudor.

I teorici del cambiamento e i suoi fautori scordarono l’arte del buon governo accantonando i principi filosofici alla base della salvaguardia del benessere delle comunità. Il primo atto di rottura col vecchio mondo è la legge sulla recinzione delle terre d’uso comune. Gli agri sono sottratti alla coltivazione in favore dell’allevamento, l’agricoltura si concentra in grandi latifondi coltivati intensivamente, mentre altri campi sono adibiti alla coltivazione di erbe mediche e quadrifoglio. Qui pascolano e si nutrono le bestie, in modo da non danneggiare i campi coltivati.

La concimazione non è libera, gli escrementi degli animali vengono raccolti e distribuiti razionalmente sulla superficie coltivabile. Nasce una spirale economica positiva: si produce lana e la si da agli ex contadini – ora fittavoli – affinché sia lavorata. Nei centri laniferi trovano impiego gli ex artigiani. Il fenomeno delle recinzioni è accompagnato da abusi, violenza e prepotenze di nobili e ricchi.

Karl Polanyi, antropologo ed economista, interpreta il fenomeno delle enclousures  come “una rivoluzione del ricco contro il povero”. Le campagne si spopolano, non tutti i contadini son assorbiti nel nuovo sistema produttivo. I braccianti divengono mendicanti, i mendicanti vagabondi, malviventi, ladri. Prima Somerset, poi Strafford e Laud, all’epoca di Giacomo I, colgono l’essenza del problema. Spingono per l’abolizione delle leggi a favore delle recinzioni ma son messi fuori gioco. La loro uscita di scena favorisce l’ascesa al potere di un parlamento in accordo con i recintatori. “Il governo della corona fece posto al governo di classe, la classe che guidava il processo industriale e commerciale”...Continua a leggere...

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