Lega della Terra: l’etichetta europea che uccide l’Italia

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 08/04/2015 in Economia da NICOLA GOZZOLI
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NICOLA GOZZOLI

L’Europa da anni sta discutendo sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari senza mai raggiungere soluzioni definitive e serie.
Sicuramente, senza ombra di smentita, l’Italia ha alla sua base due patrimoni che la rendono unica e famosa in tutto il mondo: il patrimonio turistico, inteso in tutte le sue bellezze, ed il patrimonio enogastronomico dai mille gusti e sapori.
La politica europea, complice l’incapacità dei nostri rappresentati politici e sindacali di ogni ordine e grado, si è adoperata per distruggere senza remore e senza nessuna dignità tutto il nostro patrimonio enogastronomico minandolo alla sua base. Spetta all’Europa decidere se una produzione locale di eccellenza possa fregiarsi di una “Doc”, spetta all’Europa decidere se un alimento ha caratteristiche organolettiche degne di unicità, spetta all’Europa decidere se le nostre tradizioni esistono o meno. Ci troviamo difronte ad un muro indecente, invalicabile, assurdo. Gli interessi economici degli altri Paesi UE volgono sicuramente in senso contrario ai nostri; l’Italia viene visto come un nemico da abbattere perché detentore di eccellenze non realizzabili oltralpe per mancanza di tecnologia, di ingegno e soprattutto di maestrie lunghe alcuni secoli.
Come può la nostra politica ed i nostri sindacati accettare etichette dove è facoltativa l’indicazione dell’origine e come può essere acconsentito accettare etichette per alcuni prodotti alimentari e non altri? Sento solo amarezza quando vedo una pseudo etichetta sulle carni suine, caprine ed ovine mentre manca totalmente una seria etichettatura per i prosciutti, ben consapevole che due su tre provengono da maiali stranieri.
Da questa pagina voglio lanciare un grido forte e deciso: se difendere le nostre eccellenze vuol dire difendere le nostre tradizioni e la nostra storia allora alziamoci in piedi perché è giunto il momento di pretendere un futuro diverso con rappresentanti diversi.

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