Quasi 30.000 domande per 200 posti all'Ikea di Pisa. Il governo risponde con 500 tirocini per la digitalizzazione della cultura

Gli italiani vogliono vendere mobili svedesi? No vorrebbero solo lavorare.

pubblicato il 07/08/2013 in Economia da Martina Maria Elisabetta Fiore
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Martina Maria Elisabetta Fiore

È di ieri la notizia che, per l’apertura del nuovo negozio Ikea a Pisa, per circa 200 posti disponibili sono arrivate 28.616 candidature. C’è chi resta sconvolto da questi dati, c’è chi resta impassibile, c’è chi non è in alcun modo interessato e c’è anche chi, probabilmente venendo condannato per questo, comprende la situazione e se ne preoccupa.

Il dato non fa che testimoniare che gli interventi tanto attesi da parte del Governo, per agevolare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro sono praticamente inesistenti.Gli italiani non vogliono vendere mobili, gli italiani vorrebbero solo lavorare in condizioni degne. Ma andiamo ad analizzare alcuni dei punti chiave di questi fantomatici aiuti.

La fascia di età considerata valida per le assunzioni ripensate dallo Stato è quella che va dai 15 ai 24 anni. Il che equivale a dire che viene assunto in modo “agevolato” chi, nella maggior parte dei casi, sta ancora studiando. E il discorso non fa una piega. Il governo, intelligentemente, ha pensato di aiutare chi sta ancora studiando perché sa benissimo che studiare, in Italia, serve a poco…No, non serve proprio a nulla!

Enrico Letta, insieme con il ministro Bray, si dichiara poi soddisfatto dei suoi primi 100 giorni di governo e, in particolare, del Decreto legge volto al finanziamento dei progetti culturali definendolo "il primo segnale di inversione di tendenza che il governo vuole dare" [..] Un cambio di rotta che va nella direzione di "più investimenti nel campo della cultura". Certo come no. Mi viene da domandarmi però, chi saranno i “fortunatissimi e numerosissimi 500 giovani” che andranno a prendere servizio nelle operazioni di digitalizzazione della cultura e soprattutto durante quale arco temporale probabilmente pari a circa 24 ore,verrà pubblicato un bando altrettanto probabilmente in scadenza dopo pochi giorni.

E poi c'è il TFA, questo illustre sconosciuto. Il 29 luglio il MIUR ha indetto il concorso per l'attivazione dei corsi di abilitazione all'insegnamento, o Percorsi Abilitanti Speciali per l’insegnamento, istituiti da Atenei e Istituzioni Afam, che dir si voglia. In scadenza il 29 agosto 2013 il bando, che apparentemente sembrava essere qualcosa di molto simile ad una opportunità per chi volesse conseguire l’abilitazione all’insegnamento, di fatto è diretto solo (so che sono moltissimi ma comunque il campo è restrittivo) a chi ha svolto ALMENO 3 ANNI di servizio presso una scuola pubblica, privata o paritaria. In sintesi: i neolaureati sono rimasti letteralmente fregati; il TFA partito lo scorso anno è morto, non se ne parla più, non esiste e non esisterà. Ma la cosa più triste è che, con il bando di cui ho appena accennato, il Governo italiano si giustificherà urlando a grande voce il proprio merito.


Insomma che dire, grazie Governo Italiano. Ogni giorno in questo Paese è sempre bello svegliarsi, leggere il giornale o accendere il televisore per ascoltare l’assordante rumore delle chiacchiere inutili, infondate e vane con cui rovinate le ambizioni di chi studia, lavora GRATIS e crede, purtroppo, in questo Paese.

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